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Testimonianza

Quattro arcoresi a tu per tu con il Covid-19

Serata di racconti quella organizzata venerdì sera della scorsa settimana dalla comunità pastorale Sant’Apollinare di Arcore e che ha avuto per protagonisti Valeria Romani, Miriam Pozzi, Clara Dezza Corno e Ignazio Perego

Quattro arcoresi a tu per tu con il Covid-19
Cronaca Vimercatese, 01 Marzo 2021 ore 15:08

Quattro arcoresi a tu per tu con il dolore provocato dal Covid-19.

Quattro storie toccanti, raccontate con un filo di voce, che riassumono appieno un anno di pandemia che ci lasciamo alle spalle.

Una serata emozionante quella organizzata dalla comunità pastorale Sant'Apollinare di Arcore venerdì sera della scorsa settimana nella chiesa Maria Nascente di Bernate, in occasione del primo incontro di preghiera del Quaresimale del venerdì. Si tratta di un ciclo di incontri in preparazione alla Pasqua.

Le testimonianze

Testimonianze che hanno avuto per protagonisti Valeria Romani (tecnico di laboratorio all'ospedale di Vimercate), Ignazio Perego (ricoverato nell'ottobre scorso all'ospedale San Gerardo di Monza dopo aver contratto il virus), Miriam Pozzi (giovane sposina e infermiera in Pronto soccorso all'ospedale di Vimercate) e Clara Dezza Corno (medico in Pronto soccorso a Vimercate).

 

L'esperienza con il dolore

L'esperienza con il dolore, talvolta toccato con mano sulla propria pelle e su quella dei loro pazienti, è stata il filo conduttore della serata. Un incontro di preghiera, guidato da don Gabriele Villa, responsabile della pastorale giovanile delle parrocchie arcoresi,  che ha visto l'alternarsi di  preghiere, salmi e testimonianze dirette di come  medici e infermieri hanno affrontato la pandemia, tra la paura di essere contagiati e la forza di fare del bene al prossimo, con coraggio e generosità.

Presenti all'incontro oltre al  parroco don Giandomenico Colombo e don Renato Vertemara, vicario a Bernate, circa un centinaio di fedeli.

"Quando tornavo a casa dall'ospedale piangevo"

"Ho vissuto sulla mia pelle il contatto diretto con il Covid-19 - ha sottolineato Valeria Romani, tecnico di laboratorio in ospedale -  Ogni giorno tenevo tra le mie mani quelle provette, percepivo il dolore dei pazienti ricoverati e mi stringeva il cuore pensare che proprio lì accanto a me si stavano consumando grandi sofferenze. E ricordo che tante volte, mentre mi trovavo in auto per ritornare a casa, avevo bisogno di piangere e di liberare le tensioni vissute al lavoro".

Valeria Romani

"Non siamo eroi"

"Non siamo affatto degli eroi, siamo medici che hanno fatto il loro dovere, nulla di più - ha raccontato Clara Dezza Corno - Assistere un malato di Covid-19 è la stessa cosa che stare accanto ad un infartuato o ad un malato oncologico. Questa pandemia, però, mi ha insegnato una cosa che sperimento ogni giorno: la gente ha bisogno degli eroi perché ha perso la Fede".

Clara Dezza Corno

"Pensavo al mio nipotino ancora nella pancia della mamma"

"Sia io che mia moglie Anna Spreafico siamo risultati positivi al Covid ma, mentre mia moglie è riuscita a sconfiggere la malattia a casa (aveva lievi sintomi, ndr), io sono stato ricoverato nel reparto malattie infettive del San Gerardo - ha raccontato Ignazio Perego - Sono state settimane intrise di dolore, costretti a vivere separatamente, di forte preoccupazione per le mie condizioni di salute. Preoccupazione anche per le nostre mamme anziane e per nostra figlia che era al settimo mese di gravidanza. Ma la preghiera ci ha aiutati a guarire".

Ignazio Perego

"Un anno incredibile tra Covid e preparativi del matrimonio"

"Dire che è stato un anno intenso, quello appena trascorso,  è quasi un eufemismo - ha sottolineato  la 31enne Miriam Pozzi nata e cresciuta ad Arcore ed ora residente a Carugate - In meno di 8 mesi ho dovuto affrontare il lavoro quotidiano accanto ai malati di Covid, la positività al coronavirus per oltre due mesi, la lontananza dal mio fidanzato Ivan e i preparativi al matrimonio. Ma lo scorso 12 settembre io e Ivan abbiamo coronato il nostro sogno d'amore...".

 

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