Rifugiati picchiano e sequestrano operatore per i soldi: 4 arresti

La rivolta dei richiedenti asilo è scoppiata giovedì in via Viganò a Carate Brianza dove sono intervenuti i carabinieri.

Rifugiati picchiano e sequestrano operatore per i soldi: 4 arresti
Caratese, 25 Gennaio 2019 ore 11:17

La rivolta dei migranti in via Viganò a Carate Brianza è finita con 4 arresti.

E’ successo ieri, giovedì all’ora di pranzo. Un gruppo dei 23 richiedenti asilo alloggiati da oltre un anno in via Viganò hanno picchiato e sequestrato l’operatore della cooperativa I Girasoli che ha preso in gestione l’accoglienza dei giovani provenienti dall’Africa. All’origine della violenta aggressione ci sarebbe il mancato pagamento del cosiddetto  pocket money del mese di dicembre, ovvero quei 2,50 euro che ogni giorno la cooperativa che li ospita tramite la Prefettura deve dare loro.

È stato necessario l’intervento dei carabinieri, che sono arrivati per calmare gli accesi animi. Solo una volta giunti sul posto gli uomini dell’Arma, la situazione è rientrata nella normalità. Sono però scattati gli arresti per quattro richiedenti asilo, tre nigeriani e un cittadino del Gambia, finiti in carcere con l’accusa di sequestro di persona, lesioni e minacce aggravate in concorso.

La situazione è degenerata prima di mezzogiorno.  I quattro richiedenti asilo hanno prima fatto la voce grossa con il mediatore della cooperativa, un pakistano di 28 anni residente a Merate. L’uomo è stato malmenato e poi rinchiuso in un bagno sotto la minaccia di consegnare loro la diaria corrisposta con il pocket money (77 euro e 50 centesimi mensili) per il mese di dicembre. L’operatore è stato poi trascinato a forza nel cortile dello stabile e aggredito nuovamente con un coltello da cucina. Il giovane operatore, che non è rimasto però ferito, è riuscito con il telefonino a chiedere aiuto ai responsabili della cooperativa che hanno poi chiesto l’intervento dei carabinieri.

Le prime reazioni politiche

“Episodio sconcertante e preoccupante che ho già segnalato per gravità al Ministero dell’Interno e spero trovino velocemente applicazione le nuove norme introdotte dal Parlamento con la legge Salvini per riportare al loro paese personaggi che evidentemente non meritano la nostra accoglienza”. Così ha commentato l’episodio di Carate, l’onorevole della Lega, Massimiliano Capitanio.

Grimoldi “Non meritano nessuna accoglienza a nostre spese”

Fermo anche il commento dell’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombardia: “Questi violenti non meritano nessuna forma di protezione. Rimandiamoli in Nigeria e in Gambia, dove non ci sono guerre. Questi non sono profughi da aiutare, questi sono violenti che non meritano nessuna accoglienza a nostre spese”.

Corbetta “Atto gravissimo”

Ci auguriamo che i quattro richiedenti asilo che hanno selvaggiamente picchiato un mediatore culturale vengano immediatamente espulsi dal territorio nazionale”. Così il consigliere regionale del Carroccio Alessandro Corbetta ha commentato la vicenda. 

“Allo stesso modo è gravissimo che nessuno degli altri ospiti del Centro accoglienza sia intervenuto in difesa della malcapitata vittima, a cui va la mia solidarietà. Anzi, una volta arrestati gli aggressori, gli altri richiedenti asilo sono andati in gruppo sotto le finestre dell’Arma dei carabinieri per sostenere i fermati. Anche per costoro auspichiamo l’espulsione, in quanto hanno dimostrato totale incompatibilità con la civiltà e la cultura del nostro territorio”.

Pellegrini “Ristabilire la sicurezza non è un reato ma un dovere”

Infine, poco fa, è arrivato anche il commento del senatore Emanuele Pellegrini

“Così, mentre alcuni magistrati provano a processare un ministro che adempie al proprio compito di proteggere la nazione e i suoi cittadini, assistiamo sgomenti all’ennesimo episodio di violenza (anche qui in Brianza) da parte di chi, professandosi perseguitato, mette a repentaglio la vita di qualcuno per il ritardo nell’erogazione di una mensilità di pocket money (77 euro).”

Difendere i confini, i nostri cittadini, ristabilire la sicurezza e mettere fine al traffico di esseri umani non è un reato, ma un dovere. Noi andiamo fino in fondo, uniti e coesi insieme a Matteo Salvini. Siamo stati eletti per questo” conclude il Senatore.

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