Busnago

Tentò di rapire una bambina aggredendo il nonno: pena ridotta grazie a un risarcimento

Il giovane di origini marocchine era stato condannato a 9 anni, ma la pena è stata ridotta a 6 grazie a un'offerta economica

Tentò di rapire una bambina aggredendo il nonno: pena ridotta grazie a un risarcimento
Cronaca Vimercatese, 08 Luglio 2021 ore 17:18

Tentò di rapire duna bambina aggredendo il nonno che la stava portando nel passeggino per le vie di Busnago: condannato inizialmente a quasi 9 anni di carcere, potrà godere di uno sconto di pena grazie all'offerta di un risarcimento alla vittima.

Tentò di rapire una bambina aggredendo il nonno: pena ridotta grazie a un risarcimento

Avrebbe dovuto scontare 9 anni di carcere per tentato omicidio e rapimento di persona, invece grazie all'offerta di un risarcimento danni alla vittima potrà godere di uno sconto sulla pena di ben 3 anni. Questo l'esito dell'udienza che ha visto alla sbarra, per il secondo grado di giudizio, un 28enne di origini marocchine, arrestato nel dicembre del 2019 dopo aver aggredito fisicamente un 76enne nel tentativo di strappargli dalle braccia una bimba di due anni.

I fatti

I fatti erano accaduti alla vigilia di Natale del 2019. Il 76enne stava percorrendo via Unità d'Italia a Busnago portando nel passeggino la nipotina di soli due anni, quando era stato avvicinato dal 28enne che, improvvisamente, aveva provato a strappargli di mano la piccola. Il nonno aveva però reagito, scatenando il violento raptus del marocchino, che per tutta risposta aveva tentato di strangolare l'anziano. L'aggressore era poi scappato, ma era subito stato rintracciato dai Carabinieri allertati da alcuni testimoni che per primi avevano prestato soccorso al 76enne.

La condanna

Inizialmente il Tribunale di Monza aveva condannato il giovane a 8 anni e 10 mesi (tra le accuse anche quella di resistenza a pubblico ufficiale), ma la Corte di Appello ha deciso di tenere conto dell'attenuante presentata dalla difesa, ovvero l'offerta di risarcimento avanzata nei confronti della vittima. Un gesto spontaneo visto che né l'anziano, né i genitori della bambina si era costituiti parte civile nel processo, ma che è stato comunque preso in considerazione dalla Corte, che ha dunque deciso di concedere lo sconto di pena.

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