Dura presa di posizione

Trasferimento dell’Inps di Cesano a Desio: il no dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil: "Si tenti ogni possibilità per evitare questa soluzione"

Trasferimento dell’Inps di Cesano a Desio: il no dei sindacati
Seregnese, 14 Ottobre 2020 ore 09:39

Trasferimento dell’Inps di Cesano a Desio: il no dei sindacati.

Il no dei sindacati

Di fronte alla decisione dell’Inps regionale di spostare a Desio la sede di Cesano Maderno, il sindacato confederale dice no.

Spiega Walter Palvarini, segretario della Cgil brianzola:

Abbiamo incontrato la direzione provinciale Inps e il sindaco di Cesano Maderno Maurilio Longhin per esplicitare le nostre preoccupazioni rispetto ad una scelta che determina il ritiro di un servizio pubblico importante dal territorio, soprattutto in questo periodo, anche se fosse temporaneo. Abbiamo chiesto che venga tentata ogni possibilità per evitare questa soluzione. La sede Inps di Cesano Maderno ha un bacino demografico di riferimento che comprende 146mila utenti, su quello di Desio ne gravitano già 90mila. La prossimità può determinare importanti connessioni tra servizi ed evita disagi ai cittadini”.

Prosegue Annalisa Caron, segretaria Cisl:

“Il nostro è un impegno in favore della persone e auspichiamo ampia partecipazione sia da parte della cittadinanza che delle forze politiche. Scelte come quelle relative al trasferimento della sede territoriale di un ente pubblico di primaria importanza per la comunità andrebbero assunte basandole non solo su fattori contingenti, ma cercando anche di comprendere se sono in grado di determinare un incremento o una riduzione di benessere per l’intera comunità”.

Ribadisce Abele Parente, segretario generale della Uil:

Nella sostanza è lo stesso provvedimento dell’Inps a prevedere che il modello territoriale della propria organizzazione deve essere fondato sulla possibilità di sviluppare integrazione logistica e funzionale con altri soggetti pubblici e a Cesano Maderno, come è noto, è presente tra l’altro il Centro per l’impiego. Al di là di ogni altra valutazione, per quanto importante e necessaria, si deve prioritariamente tenere conto degli impatti in termini di beneficio per i cittadini, e nello specifico per i numerosi utenti degli uffici Inps”.

Cgil, Cisl e Uil sono inoltre contrari a soluzioni che spostino l’asse geografico del servizio verso zone periferiche della provincia e meno servite dai mezzi pubblici, un ulteriore e inaccettabile fattore di penalizzazione per l’utenza.

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