Arcore

Troppa pressione, la dottoressa se ne va dopo una settimana dal suo arrivo

Il medico di base Sabrina Licata aveva preso il posto di Stefano Campari ma la sua decisione di rinunciare ai pazienti arcoresi è maturata dopo soli 5 giorni di lavoro

Troppa pressione, la dottoressa se ne va dopo una settimana dal suo arrivo
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Ansia, stress e pazienti troppo aggressivi, a tal punto da costringere la dottoressa a farsi accompagnare sul luogo di lavoro dai genitori.  E così, dopo solo una settimana di lavoro, la dottoressa Sabrina Licata, nominata ad inizio ottobre dall'Ats al posto del dottor Stefano Campari (nel luglio scorso lasciò Arcore per trasferirsi in un altro comune del Vimercatese),  ha rinunciato  all'incarico di medico di medicina generale nei nuovi locali di Bernate, messi a disposizione ai medici da parte dell'Amministrazione comunale.

Ha dell'incredibile quanto accaduto nei giorni scorsi ad Arcore. Una decisione che ha gettato ancor di più nel panico oltre 1500 pazienti arcoresi i quali, con l'arrivo di Licata, pensavano di aver risolto il problema del medico di base. Dunque i suoi pazienti tornano nella schiera degli "orfani", destinati a rivolgersi alla guardia medica attivata da Ats nell’ambulatorio di via Galilei a Cascina del Bruno, messo a disposizione dal Comune.

"Pazienti decisamente esagerati"

A confermare l'addio della dottoressa Licata è stato il primo cittadino Maurizio Bono.

 

"Capisco l'esasperazione accumulata in tutti questi mesi da molti pazienti ma non tollero in alcuna maniera e per nessun motivo la brutale aggressione verbale messa in atto nei giorni scorsi nei confronti della dottoressa Licata, una professionista che stava facendo il suo lavoro di medico di base - ha spiegato il sindaco - Ho dovuto mandare una pattuglia di agenti di Polizia locale a fare un giro presso l’ambulatorio a seguto dell'alterco avuto dalla dottoressa con una paziente. Quest'ultima pretendeva di ottenere una ricetta senza che la dottoressa conoscesse le condizioni di salute della donna, cose da pazzi".

Le prospettive

Il sindaco, però, ha voluto tranquillizzare i suoi concittadini. "Non è ancora ufficiale ma mi risulta che alcuni medici sostituti, che già operano a Cascina del Bruno, abbiano partecipato al concorso e abbiano scelto Arcore come prima sede - ha continuato Bono - Faccio appello alle persone di buon senso perché portino pazienza nei primi tempi. Se professionisti giovani si trovano assediati rischiamo che scelgano altri incarichi. In aggiunta posso dire che come Amministrazione stiamo già predisponendo un nuovo ambulatorio in un locale che si trova in via Margherita Hack, sotto una delle torri Devero per intenderci".

Il Pd all'attacco

La situazione che si è creata già da qualche mese in città sul discorso medici di base ha infiammato anche il dibattito politico. Dura la presa di posizione del Partito democratico sulla vicenda.

"Siamo ben consapevoli di come l’attuale situazione abbia delle responsabilità che vanno ben oltre il livello di competenza comunale, e risiede soprattutto nella gestione della sanità a livello regionale, di cui negli ultimi anni stiamo vedendo tutti i limiti ed i guasti - ha dichiarato il segretario del Pd Davide Pennati - Tuttavia, per quanto riguarda la competenza dell’amministrazione arcorese dobbiamo riportare, come segnalatoci da molti cittadini, i disagi e la situazione assolutamente non adeguata del nuovo ambulatorio aperto la settimana scorsa a Bernate.
Fatta salva l’idea del sindaco di offrire un nuovo spazio ed il lavoro compiuto con generosità dai volontari, il risultato si rivela quello di uno spazio inadatto e con gravi carenze".

"A Bernate manca il lettino per visitare e la connessione internet"

"La situazione al momento è la seguente - ha continuato Pennati - Il medico presente in ambulatorio non ha un lettino su cui visitare i pazienti, non ha connessione internet né rete telefonica, non può accedere ai fascicoli sanitari dei pazienti, ha una segreteria solo per 1h al giorno, con conseguenti difficoltà nel prendere appuntamenti. Tutto questo senza menzionare la sala d’aspetto ridotta ai minimi termini e la carenza di parcheggi nelle vicinanze. Siamo a conoscenza del fatto che questa situazione è stata già riportata da alcuni cittadini ad Ats, che è lecito chiedersi se fosse a conoscenza della situazione, in quanto non possiamo pensare che permetta a dei medici di base di ricevere i pazienti in una situazione del genere. Non è possibile continuare in questo modo, con soluzioni raffazzonate ed affrettate che invece di migliorare, finiscono per peggiorare la situazione. E’ urgente che tutti gli enti interessati si attivino al più presto per offrire una sistemazione dignitosa. Da parte nostra non abbiamo intenzione di lasciar cadere la questione e continueremo a far sentire la voce dei cittadini che non ne possono più di questi disagi".

 

 

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