Dopo il Caravaggio a Merate e Tiziano a Carate Brianza ora la grande pittura mondiale potrebbe sbarcare ad Arcore, precisamente in Villa Borromeo. Si avete capito bene perchè nel prossimo mese di autunno le stanze della Montagnola potrebbero (il condizionale è ancora d’obbligo ma nei corridoi di Largo Vela si respira ottimismo) ospitare niente meno che un dipinto di Pablo Picasso.
Dunque dopo i grandi nomi del Rinascimento e del Barocco che hanno illuminato la Brianza negli ultimi anni, il territorio si prepara a una nuova, straordinaria sfida culturale. L’Esecutivo guidato dal sindaco Maurizio Bono è ufficialmente al lavoro per portare tra le mura di Villa Borromeo d’Adda un’opera di Pablo Picasso.

Una esclusiva del nostro Giornale
L’indiscrezione, che sta già accendendo l’entusiasmo dei cittadini e degli appassionati d’arte, vede come figura chiave l’assessore al Commercio Nicolò Malacrida. Grazie al suo ruolo professionale presso la prestigiosa Pinacoteca di Brera (ricordiamo che gli studenti attualmente utilizzano le Scuderie di Villa Borromeo), Malacrida sta tessendo la trama di contatti necessaria per trasformare questa suggestione in realtà entro il prossimo autunno.
Al momento vige il massimo riserbo sull’identità del dipinto: non si sa ancora quale tassello della vastissima produzione del genio spagnolo potrebbe approdare ad Arcore proprio grazie ai rapporti di Malacrida con Brera.
Macchina organizzativa già al lavoro
Tuttavia, la macchina organizzativa è già in pieno movimento. Ospitare un Picasso non è solo un onore, ma una sfida logistica monumentale. Gli uffici comunali stanno valutando ogni dettaglio, come sottolineato dal primo cittadino Maurizio Bono che ha confermato l’indiscrezione che il nostro Giornale è in grado di darvi in esclusiva.
“Ovviamente stiamo portando avanti una serie di studi per capirne la fattibilità, soprattutto dal punto di vista della sicurezza e delle assicurazioni, d’altronde non è un mistero che i costi per coprire il valore inestimabile dell’opera sono la prima voce sul tavolo – ha sottolienato Bono – E poi c’è tutto il discorso riguardante la climatizzazione: sarà necessario adeguare gli ambienti della Villa per garantire i parametri di temperatura e umidità richiesti per la conservazione di tele così delicate e dal valore inestimabile”.
L’idea sarebbe quella di un’esposizione «evento» della durata di qualche settimana che si svolgerebbe durante il prossimo autunno. L’eventuale arrivo di Picasso, dicevamo, si inserirebbe in un fortunato filone che vede la Brianza protagonista di prestiti eccezionali.
Il Novecento nel cuore della città
Il modello è quello delle recenti mostre «monopera» che hanno riscosso un successo clamoroso: lo scorso ottobre, Villa Cusani Confalonieri ha aperto le porte a «Venere che benda Amore», il capolavoro di Tiziano. Invece a Merate, tra ottobre e dicembre del 2024 Villa Confalonieri aveva ospitato il celebre «Narciso» di Caravaggio proveniente da Palazzo Barberini, grazie all’iniziativa della Fondazione Costruiamo il Futuro.
Se l’operazione dovesse andare in porto, Arcore consoliderebbe questa tendenza, portando il Novecento internazionale nel cuore della città e offrendo ai cittadini la possibilità di ammirare da vicino un pezzo di storia dell’arte mondiale senza dover raggiungere le grandi metropoli.
«L’obiettivo è elevare l’offerta culturale di Arcore, rendendo Villa Borromeo un polo d’attrazione di respiro nazionale», ha concluso Bono.