Cronaca
Arcore

Una folla immensa per l'ultimo saluto al maestro Daniele

Sono state celebrate stamattina, sabato 2 aprile 2022, le esequie del 66enne Daniele Colombo

Cronaca Vimercatese, 02 Aprile 2022 ore 12:44

Una folla immensa stamattina, sabato 2 aprile 2022, ha dato l'ultimo saluto all'amato maestro Daniele Colombo di Arcore.

Lacrime e commozione tra i suoi alunni della classe seconda "A" della scuola elementare di Bernate i quali, insieme ai famigliari del maestro, colleghi e amici hanno riempito la chiesa di Sant'Eustorgio per ricordare il 66enne, scomparso tragicamente nella notte tra mercoledì e giovedì a causa di un malore.

Presenti al funerale anche la preside Marta Chioffi e il sindaco Maurizio Bono.

Le esequie sono state celebrate dal parroco don Giandomenico Colombo e da don Gabriele Villa, responsabile della pastorale giovanile arcorese.

L'uomo, ricordiamo, viveva da solo in via Golgi e il suo corpo, ormai privo di vita, è stato trovato giovedì mattina dai famigliari.

In passato ha insegnato nella scuola "Alighieri" di via Edison

Colombo, ricordiamo, insegnava nella scuola elementare di Bernate. In passato aveva insegnato per tanti anni anche alla scuola elementare "Alighieri" di via Edison.

Adorato e benvoluto da tutti, sempre con il sorriso sulle labbra e i modi gentili,  il maestro ha cresciuto generazioni di arcoresi che da giovedì hanno riempito le pagine Social di ricordi e saluti.

Un uomo dalla fede granitica

Daniele Colombo era anche un grande credente, tant'è che ricopriva l'incarico di catechista nella comunità pastorale di Lesmo e svolgeva il servizio di lettorato, durante le messe, nella parrocchia Annunciazione di Peregallo, ad Arcore (nella chiesa di Sant'Eustorgio) e ultimamente anche nel santuario della Madonna delle Grazie di Monza.

"La sua vita è stata un capolavoro di relazioni"

Toccanti le parole del parroco don Giandomenico durante l'omelia.

"La vita di Daniele è stata un capolavoro di relazioni e il fatto che siamo qui in tanti testimonia la sua passione per l'insegnamento e per la vita - ha sottolineato il parroco - Cari bambini, siete stati il suo tesoro. Lui vi conosceva uno ad uno, vi chiamava per nome. Non incontrare il suo volto, non sentire più la sua voce e il suo sorriso ci lascia smarriti e con tante domande nel cuore. Anche voi cari colleghi insegnanti  sapete bene l'importanza di avere avuto un compagno di viaggio che sapeva sdrammatizzare e rincuorare anche nei momenti difficili. E penso a voi genitori di questi ragazzi che avete consegnato alle attenzioni di Daniele. Oggi siamo tutti tristi perchè con Daniele viene meno un punto di riferimento per tutti noi, un punto luminoso. Ogni domenica prestava la sua voce a Dio. Proclamava la parola di Dio, dava voce a quella parola che da respiro al cuore".

Il ricordo di Roberto Sabatino

Durane le esequie un genitore, Roberto Sabatino, da dedicato parole toccanti nei confronti del maestro.

"Amore-Tempo-Morte : i tre cardini principali che ci vengono in mente se pensiamo alla vita. Il maestro ha dedicato amore ai suoi studenti, ha dedicato tempo alla sua scuola e professione, e purtroppo poi ci ha lasciato. Ma capovolgiamo tutto e ragioniamo al contrario: in ordine oggi io vedo Morte-Tempo-amore. La sua scomparsa ci darà del tempo per ricordare l’amore che ha lasciato, da qui al futuro. In questo momento viene strano pensare alla gioia, perché stiamo vivendo dolore e commozione. Parlo di gioia perché quest’oggi c’è un’autentica marea di affetto che ha riempito questa Chiesa. Gioia è vedere-toccare cosa ha costruito maestro Daniele nella sua vita: se vi guardate attorno vedrete solo amore, e non è mai scontato. Oggi siamo tutti uniti nel suo ricordo, perché è stato una guida.
Molti dei presenti quest’oggi sono cresciuti a scuola con i suoi insegnamenti, si sono innamorati delle sue discipline, hanno mosso i primi veri passi nel mondo con lui, hanno pranzato a mensa tra una battuta e l’altra, hanno pianto e litigato con un compagno davanti a lui, gli hanno fatto un disegno con amore, gli hanno detto “Grazie maestro”.
Molti dei presenti quest’oggi negli anni hanno affidato a loro volta i propri figli al cuore di questo stesso maestro. C’è più di una generazione oggi riunita: e non è una cosa bella pensarla seppur in questo momento triste? Posso dirvi che secondo me il significato della vita è lasciare una traccia, un pezzettino di noi in questo passaggio terreno.
Daniele ha seminato nel cuore di tutti noi, compresi i bambini della sua ultima classe, un qualcosa che è difficile trovare nel mondo: la bellezza. E non parlo di aspetto fisico, parlo della bellezza nel suo vero significato, di quella bontà d’animo che ha distribuito quest’uomo nelle sue classi e nelle menti di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Bellezza è imparare sapendo che hai un maestro che se sbagli è il primo che ti tende la mano senza pregiudizi. Bellezza è sapere che se ridiamo insieme c’è più gusto, anche prendendoci un po’ in giro. Bellezza è mettere ogni tanto da parte i libri e passare del tempo in giardino a respirare la vita parlando tra noi. Bellezza è sapere che anche quando i grandi litigano, c’era un maestro che con due parole dolci placava ogni discussione.
Oggi maestro Daniele è ancora qui e ci ha insegnato un’altra lezione: ci ha mostrato la bellezza collaterale. Perché soffriamo e piangiamo giustamente la sua scomparsa, e ce ne vorrà di tempo per fermare le lacrime. Ma al tempo stesso pensate a quante cose belle, tenere, simpatiche ha smosso in questi giorni tra i racconti di chi lo ha amato ed apprezzato. Bambini della 2A, mi rivolgo a voi: Daniele resterà per sempre il vostro maestro, soprattutto ora che dovrete camminare senza più la sua mano nella vostra. Ma ci sarà sempre la sua mano sulla vostra spalla ovunque voi siate, qualunque scelta farete. Ha piantato un seme dentro di voi, ricordatelo.
La morte è un insegnante, proprio come Daniele: oggi ci insegna infatti che i bambini sono fantastici : sanno guardare avanti e oltre il dolore, sanno portati nel cuore per sempre se tu entri nel loro. E non ti dimenticano mai … E noi faremo altrettanto col nostro maestro.

 

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