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Vaccini Covid, il piano Merlini: servono i medici di base

La Giunta di Monza ha predisposto tre nuovi spazi per allungare il passo alla campagna

Vaccini Covid, il piano Merlini: servono i medici di base
Cronaca Monza, 16 Marzo 2021 ore 18:25

Tre spazi per cambiare passo nella vaccinazione contro il Covid. La Giunta di Monza, nella seduta di venerdì 12 marzo 2021, ha individuato tre luoghi in cui potranno essere somministrati i vaccini: la «Casa del Volontariato» di via Correggio, il Centro Anziani presso il Centro Civico San Rocco, entrambi di proprietà del Comune, e l’Ospedale Vecchio di proprietà dell’ASST Monza (dove era partito anche lo slot per gli insegnanti ieri). Ma fondamentale sarà la collaborazione con i medici di base. Il problema però è l'approvvigionamento di vaccini, reso ora ancora più difficoltoso dalla sospensione del siero AstraZeneca da Aifa.

Gli spazi per i vaccini

Presso gli immobili di proprietà del Comune saranno predisposte 7 postazioni di vaccinazione (5 alla «Casa del Volontariato» e 2 al Centro Anziani). Il Comune si occuperà di allestire gli spazi, predisporre i percorsi di ingresso e uscita, mettere in campo i volontari della Protezione Civile per gestire il flusso delle persone e fare le sanificazioni giornaliere. Il supporto amministrativo ai medici sarà fornito dall’Ats Brianza e dal mondo del volontariato. «Il contenitore è pronto: il problema non sono gli spazi, ma la disponibilità di vaccini  - spiegano il sindaco Dario Allevi e l’assessore alle Politiche Sociali Désirée Merlini - Ci auguriamo che nelle prossime settimane, come promesso dal ministro Speranza, ne arrivi un numero nettamente maggiore a quello di queste prime settimane. Dobbiamo aumentare la nostra capacità di somministrazione. Siamo in emergenza sanitaria e, in una situazione di questo tipo, tutti devono dare il loro contributo. Noi stiamo lavorando affinché i pazienti anziani, cronici e fragili possano essere vaccinati velocemente e in sicurezza dal proprio medico di fiducia. Invitiamo proprio questi ultimi a collaborare con l’Amministrazione per portare a termine tempestivamente la campagna vaccinale di questi pazienti. Il virus corre, noi dobbiamo correre più veloci».

La rete per vaccinare

L’individuazione dei tre luoghi per la somministrazione dei vaccini nasce da un protocollo di intesa tra il Comune di Monza, ATS Brianza, ASST Monza, associazione «Casa del Volontariato» di Monza, Associazione «Auser» e Medici di Medicina Generale.  Le operazioni di vaccinazione riguarderanno, in questa fase, i pazienti anziani, cronici e fragili con ordine di priorità anagrafica a partire dagli over 80, che sono circa 54mila in tutta la Provincia. Di questi circa 8.500 risiedono a Monza a cui sarà somministrato il vaccino Pfizer. «La modalità più veloce e funzionale è quella di coinvolgere i medici di medicina generale come fatto per la campagna antinfluenzale con estremo successo», ha aggiunto Merlini. «Nell’ambito di monza che coinvolge anche Villasanta e Brugherio sono 13mila gli over 80 da vaccinare, di questi 8mila li farà l’ospedale e i restanti 5mila dovranno essere gestiti sul territorio», spiega Merlini.

Il ruolo dei medici

E se un medico dovesse rifiutarsi di vaccinare? «Abbiamo già una buona adesione, ma i medici hanno la possibilità di individuare anche sostituti o delegare le cooperative a cui fanno riferimento - continua Merlini - solo coinvolgendo i medici di base potremmo anche “recuperare” quei 140mila anziani che in Regione non si sono ancora prenotati magari perché non sanno come fare». Non grandi hub, ma spazi di quartiere e prossimità, più capillari e comodi da raggiungere anche per gli anziani. «Sappiamo che il vaccino Pfizer deve essere ricostituito da personale qualificato che ha sostenuto un corso di ore per la preparazione delle siringhe che poi devono essere utilizzate entro 5-6 ore - ha aggiunto l’assessore - quindi è stato fondamentale il lavoro fatto con la direzione dell’ospedale di Monza per una programmazione precisa tra l’Asst che prepara le dosi e il territorio che deve effettuare le somministrazioni». «Bisogna pensare che ogni medico di base ha 1500 assistiti e li conosce, così come sa le loro patologie, facilitando così anche la procedura dell’anamnesi prevista prima del vaccino - ha concluso Merlini - Questo sistema è snello e i medici potrebbero diventare gli alleati e protagonisti per difendere dal virus i loro assistiti. In questo modo si evitano molti passaggi e in pochi giorni, stante la disponibilità di vaccini, le categorie sarebbero state vaccinate».

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