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Testimonianza

Viaggio tra gli ultimi nei corridoi umanitari

Il giornalista arcorese Daniele Biella è stato in Niger per toccare con mano le storie dei rifugiati in attesa di ottenere asilo

Viaggio tra gli ultimi nei corridoi umanitari
Cronaca Vimercatese, 12 Febbraio 2021 ore 08:01

Viaggio tra gli ultimi nei corridoi umanitari, la testimonianza del giornalista arcorese Daniele Biella.

Di primo acchito potrebbe sembrare un Paese "anonimo", lontano da quei riflettori solitamente puntati sulle dinamiche dell’Africa.

Il ruolo centrale del Niger per il fenomeno migratorio

Invece, il Niger, soprattutto negli ultimi anni è stato chiamato a ricoprire un ruolo centrale nel fenomeno delle migrazioni di massa che da tempo ormai affligge il continente nero.

Incastonato tra la zona sub-sahariana e il Maghreb, la nazione nigerina rappresenta un crocevia fondamentale nelle rotte della disperazione intraprese da chi fugge dalla miseria e dalla guerra per cercare, oltre il mare, una nuova frontiera di speranza.

La toccante esperienza di Daniele Biella

A raccontare questo particolare status è l’arcorese Daniele Biella, giornalista da sempre attento al tema dell’emigrazione, reduce da un’intensa esperienza vissuta in un campo profughi insieme a Caritas e Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), enti impegnati nella creazione dei cosiddetti "corridoi umanitari". Cinque giorni in tutto, trascorsi tra la capitale Niamey e la città di Agadez, in cui ha potuto toccare, vedere e ascoltare in prima persona le storie di chi prova a partire verso una nuova prospettiva di vita.

"Lo stato cuscinetto"

"Il Niger è diventato nel tempo uno snodo cruciale per chi scappa verso l’Europa - racconta il giornalista - Molti provengono da Sud, da Paesi come la Nigeria o il Ciad, in cui sono attivi gruppo di terroristi; ma anche da Nord, dalla Libia e dall’Algeria, in fuga dalle torture degli aguzzini che lucrano sulla tratta degli essere umani. Trovandosi proprio alle porte del deserto, può essere considerato uno Stato cuscinetto, estremamente povero, ma relativamente sicuro e tranquillo, in cui le realtà umanitarie hanno deciso di aprire un corridoio umanitario...".

Un’esperienza particolarmente emozionante, insomma, anche per chi ne ha già vissute tante come Biella, che anni fa aveva partecipato a missioni di salvataggio in mare aperto insieme alle onlus umanitarie.

L'intervista completa a Daniele Biella la potete leggere sul Giornale di Vimercate in edicola da martedì 9 febbraio 2021

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