Il dato a Lissone

Violenza sulle donne: già in 41 hanno chiesto aiuto

Di queste 41 in 30 hanno iniziato anche un percorso, il sindaco: "Nel 2024 al via il centro antiviolenza anche in città"

Violenza sulle donne: già in 41 hanno chiesto aiuto
Pubblicato:

La violenza sulle donne è una piaga che, anche a Lissone come nel resto della Provincia, impone a tutti di accendere i riflettori e di riflettere su un tema purtroppo di strettissima attualità.

Violenza: un dato preoccupante

Quasi 700 donne. Sono 689, per l’esattezza, le donne che nel corso del 2022 hanno fatto richiesta di supporto ai centri antiviolenza di tutta la Brianza.

Di queste 41 sono state affiancate dallo sportello di Lissone della Rete Artemide.

Il dato (quello del 2023 sarà reso noto nel 2024) ha analizzato un fenomeno quello delle donne vittime di violenza (non solo fisica) che hanno chiesto un aiuto concreto alle istituzioni.

Numeri preoccupanti quelli analizzati dalla Rete Artemide che lavora in stretta collaborazione con gli Ambiti territoriali, con i Centri antiviolenza e con il Cadom.

Il dato lissonese

A Lissone sono state 41 le donne che sono state affiancate dagli esperti dello sportello di via Como, organizzato dall’associazione Mittatron.

Sono state 19 le donne che si sono presentate in autonomia allo sportello, in 6 hanno invece preso un primo contatto telefonico o in via telematica, una sola donna si è presentata su consiglio di parenti o amici.

In tre sono state segnalate grazie alla collaborazione con i Servizi sociali, in tre sono state prese in carico su segnalazione del 1522 o di altri Centri antiviolenza, inclusa Cadom.

Un dato che fa riflettere è certamente quello delle nove persone che si sono presentate allo sportello dopo un primo passaggio al Pronto soccorso di un ospedale.

In 30 hanno continuato nel percorso

Sono 30, delle 41, le donne che dopo un primo accesso e ascolto da parte del personale dello sportello hanno poi effettivamente intrapreso un percorso di supporto.

Una percentuale di oltre il 73% degli accessi alla struttura allestita in via Como.

Non va dimenticato che, oltre alle donne prese in carico nel corso del 2022, tutti i Centri antiviolenza continuano a supportare un significativo numero di donne che hanno effettuato l’accesso negli anni precedenti e ancora necessitano del supporto e dei servizi offerti dagli operatori.

A Lissone, ad esempio, nel 2021 le donne prese in carico erano 59, cui si sommano le 30 del 2022 portando il dato complessivo a 89.

Molte sono anche madri

Delle trenta prese in carico in 18 sono anche madri e in 12 sono invece donne senza prole. Sono 19 i figli minori, mentre 15 i maggiorenni.

Tutte le donne prese in carico ai Cav o agli sportelli ricevono supporto sia legale che psicologico da parte di qualificate operatrici dell’accoglienza.

A Lissone, ad esempio, in 14 hanno richiesto solo un supporto legale, nessuna un supporto solo psicologico mentre una sola ha necessitato un aiuto in entrambi i casi.

A che punto siamo?

Un altro dato importante è quello legato all’esito finale degli accessi. Allo sportello di via Como (su 41 accessi) in 18 casi le procedure sono ancora in corso, in 12 sono in raggiungimento dell’obiettivo, una persona è stata dirottata ad un altro Cav mentre in 4 casi non è stata avviata la presa in carico.

Rispettivamente 4 e due le donne che hanno abbandonato o sospeso momentaneamente il percorso.

Il commento del sindaco

Contro ogni tipo di violenza è intervenuto anche il sindaco Laura Borella.

Purtroppo sono situazioni molto delicate che vanno affrontate con la dovuta attenzione - ha sottolineato il primo cittadino - Spesso è molto difficile convincere una donna vittima di episodi di questo tipo a uscire allo scoperto. E’ uno scoglio duro da superare.

Proprio in questa direzione c’è anche una bella novità.

E’ con piacere che annuncio che dal 2024 lo sportello di Lissone sarà trasformato in un vero e proprio Centro antiviolenza. Questo vuol dire più ore di apertura e, soprattutto, più servizi per chi ha bisogno. Un servizio importante per affrontare a 360 gradi un fenomeno che purtroppo è in continua crescita.

Ha spiegato il sindaco Borella.

Il lavoro di Carabinieri e Polizia locale

Un lavoro portato avanti anche grazie al contributo delle Forze dell’ordine.

Il mio ringraziamento va anche ai Carabinieri di Lissone, da sempre impegnati su questo fronte, e alla nostra Polizia locale - ha continuato - Invito tutte le donne ad avere sempre fiducia nelle istituzioni e a trovare la forza di parlare in questi casi.

Proprio nel Comando dei Carabinieri di via 25 Aprile, anche grazie alla presenza di tre donne tra i militari, è stato possibile allestire un piccolo spazio di prima accoglienza dove le donne possono essere ascoltate in un ambiente che possa metterle a proprio agio e dall’aspetto meno «marziale».

LEGGI L'EDIZIONE DIGITALE DEL GIORNALE DI MONZA

Seguici sui nostri canali
Necrologie