Vuole mandare mille euro alla figlia che ha perso il telefono ma al bar si accorgono che è una truffa
Gianluca Sala si è insospettito e ha insistito per verificare la veridicità dei messaggi, riuscendo così a smascherare il raggiro

Temendo che la figlia fosse in difficoltà si era precipitata in tabaccheria per inviarle subito del denaro, invece era incappata in un tentativo di truffa. Per fortuna smascherato dallo staff del Bar Sala a Varedo, dove già altre volte hanno avuto a che fare con episodi analoghi.
Ha rischiato di vedersi sottrarre ben mille euro la 70enne che sabato dell’altra settimana si era recata nel locale di viale Brianza, al quartiere Valera, dove è cliente abituale.
Vuole mandare mille euro alla figlia che ha perso il telefono ma al bar si accorgono che è una truffa
Dall’altra parte del bancone c’era il titolare, Gianluca Sala, al quale la donna ha raccontato il motivo della sua richiesta. Ed è stata la sua salvezza. La pensionata ha detto di aver ricevuto un messaggio di aiuto da parte della figlia che però le scriveva da un altro numero dato che il suo telefono cellulare l’aveva perso. Diceva di trovarsi in un negozio di telefonia perché doveva acquistare un nuovo smartphone ma non aveva abbastanza soldi, quindi aveva chiesto alla mamma di effettuare un versamento di 975 euro sulla sua carta di credito ricaricabile di cui le aveva fornito il numero.
Quando però l’esercente ha sentito la cifra, che è il limite massimo consentito per effettuare una ricarica in contanti in tabaccheria si è insospettito.
«Le ho chiesto più volte se fosse proprio sicura di fare quell’operazione - ha raccontato - intanto continuavano ad arrivarle dei messaggi dalla presunta figlia, così le ho detto che era meglio chiamarla per accertarsi che fosse davvero lei ma non ha risposto al telefono. A quel punto è intervenuta una cliente che ha raccontato di essersi trovata in una situazione simile e ha suggerito di porre alla persona con cui stava messaggiando delle domande personali su cose che solo mamma e figlia potevano sapere ma dall’altra parte arrivavano solo risposte evasive».
La signora però era indotta a credere che dall’altro capo del telefono ci fosse davvero la figlia perché nei messaggi che le arrivavano si utilizzava un gergo e delle espressioni che anche lei è solita usare.
«Non ero convinto - ha continuato Sala - così ho insistito affinché cercasse di mettersi in contatto telefonico con la figlia e alla fine siamo riusciti a trovarla - ha aggiunto Sala - la signora era ancora un po’ confusa e frastornata, così ci ho parlato io e abbiamo avuto la certezza che non era stata lei a mandare quei messaggi con la richiesta di denaro».
Una spiacevole situazione che per fortuna si è conclusa nel migliore dei modi, grazie ad un attento esercente che ci ha visto lungo e ha subito preso a cuore la situazione.
Polizia locale sventa truffa dello specchietto
Stava per essere vittima della truffa dello specchietto, è stata salvata dall’intervento provvidenziale della Polizia Locale.
La settimana scorsa una 45enne straniera stava transitando con la sua auto in via Verdi, sempre a Varedo, quando si è vista inseguire dal conducente di una Volkswagen che reclamava di aver subito la rottura di uno specchietto.
Le due vetture si sono quindi fermate poco distante, nel parcheggio di via san Giuseppe per discutere del presunto incidente. Ma anziché provvedere a compilare la constatazione amichevole, l’uomo pretendeva dalla conducente dell’altra vettura il pagamento di 180 euro seduta stante per riparare lo specchietto danneggiato. Per fortuna durante la discussione tra i due automobilisti è sopraggiunta una pattuglia della Polizia Locale che stava rientrando in comando, situato proprio a pochi passi dal parcheggio. Notando subito il diverbio in corso, gli agenti si stavano avvicinando per intervenire ma il conducente della Volkswagen, alla vista degli operatori in divisa, ha ingranato la marcia e si è dileguato.

Tranquillizzata la donna, la Polizia Locale ha subito avviato le indagini sulla vettura fuggita della quale era stato nel frattempo annotato il numero di targa. Quindi sono state visionate le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Targa che però è risultata essere appartenente ad un altro veicolo, quindi l’automobilista l’aveva sostituita, evidentemente per mettere in atto il suo piano senza essere rintracciato.
Le indagini da parte degli operatori del comando cittadino e del comandante Giuseppe Di Spigna stanno comunque proseguendo e il veicolo inserito nella black list di auto sospette o segnalate.
(in copertina Gianluca Sala del bar Sala di viale Brianza)
quindi, riassumendo: la polizia locale interviene e si lascia scappare il truffatore.