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Carate Brianza, Bianalisi fa gola ai grandi investitori

Entro metà giugno una cordata entrerà nel capitale per finanziare lo sviluppo della società guidata da Giuliano Caslini. In corsa la prima fila dei private equity.

Carate Brianza, Bianalisi fa gola ai grandi investitori
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Il «gioiello» Bianalisi, azienda di Carate Brianza, leader nella diagnostica territoriale, fa gola ai grandi investitori.

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Bianalisi è un'azienda di Carate Brianza, leader nella diagnostica territoriale.

Entro metà giugno si saprà chi tra i quattro pretendenti rimasti in lizza verrà scelto per «mettere altra benzina in questa auto ben viaggiante» per usare le parole immaginifiche e insieme molto concrete del suo fondatore, il biologo Giuliano Caslini, 67 anni.

Carate Brianza, i laboratori valgono 400 milioni

Una cosa è certa: il timore rimarrà saldamente nelle mani dell’imprenditore brianzolo che, come ha dichiarato concedendoci un’intervista, manterrà «la regia operativa almeno per cinque-sei anni». L’obiettivo? «Realizzare definitivamente il sogno della mia vita».

L’azienda con sede a Carate Brianza, fiore all’occhiello della diagnostica territoriale, ha fatto parlare di sé in settimana sulla grande stampa economica.
Le indiscrezioni delle manovre che la riguardano sono finite sotto la lente del blog di un giornalista del Sole 24 Ore. A bollire in pentola, nel gergo della finanza, un’operazione di private equity.
Dietro la terminologia inglese, che domina il mondo finanziario, c’è un’idea davvero molto semplice. I grandi investitori – sempre attenti a fiutare buoni affari – che finanziano con grossi capitali privati le aziende maggiormente in grado di realizzare profitti hanno messo gli occhi proprio sul laboratorio nato in città e divenuto ormai un colosso del settore. La valutazione sarebbe superiore ai 400 milioni di euro.

Il motivo? È presto detto. Il terremoto del Covid ha stravolto anche l’economia, rendendo più interessanti alcune attività rispetto ad altre. Nell’economia del virus, e nel contesto italiano così carente della medicina del territorio, ecco che un’azienda come Bianalisi può diventare la «gallina dalle uova d’oro». Ben quindici, ci ha detto l’amministratore delegato Caslini, i fondi che hanno chiesto di poter accaparrarsi una parte del suo capitale.

In corsa Charme, Clessidra, F2i e l'americana Triton

«Avendo non solo ambizione, ma anche senso del limite finanziario, già nel 2016 feci entrare un fondo di investimento inglese nel capitale, con la quota del 30%, per ottenere risorse per sviluppare l’azienda. Come si sa questi fondi si danno un termine di solito quinquennale, dunque siamo al momento dell’uscita...», ci ha spiegato l'imprenditore di Carate Brianza.
Ecco l’occasione per i nuovi pretendenti. Partiti in quindici, ne restano quattro: i nostrani Clessidra, F2i e Charme e l’americana Triton. La prima fila del private equity. A coordinare la selezione la prestigiosa banca d’affari americana Rothschild, che dovrà portare a termine l’operazione secondo le linee guida della proprietà brianzola.
«Tecnicamente poco importa se la formula sarà mantenere una quota di maggioranza o meno del capitale. Quel che conta è la garanzia della regia operativa, assicurata almeno per i prossimi cinque-sei anni. Bianalisi è il sogno della mia vita professionale, intendo portarlo a compimento con le mie idee e da protagonista», ha scandito l’imprenditore caratese.

 

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