Licenziamenti Adidas, dopo l’audizione in Regione dall’azienda nessun passo indietro

Matteo Moretti (Cgil): "Confidiamo in una celere convocazione da parte dell’Assessore Regionale al Lavoro".

Licenziamenti Adidas, dopo l’audizione in Regione dall’azienda nessun passo indietro
Monza, 24 Gennaio 2020 ore 10:06

Licenziamenti Adidas, dopo l’audizione in Regione dall’azienda nessun passo indietro.. Matteo Moretti (Cgil): “Confidiamo in una celere convocazione da parte dell’Assessore Regionale al Lavoro”.

Licenziamenti Adidas: nessun passo indietro dall’azienda

Si è svolta ieri presso la sede del Consiglio Regionale della Lombardia, in Via Filzi 22 a Milano, su richiesta dei rappresentanti sindacali dei lavoratori, l’audizione presso la IV Commissione Attività
Produttive per discutere sulla vertenza di licenziamento collettivo avviato da Adidas Italy, che ha deciso di delocalizzare le attività degli uffici del credito e altre collegate in Portogallo e di esternalizzare alcune funzioni con un saldo occupazionale negativo di 41 posti di lavoro.

Durante l’audizione, fa sapere il Segretario Generale della Filcams Cgil Matteo Moretti, nonostante le richieste dei rappresentanti dei lavoratori, Adidas ha dichiarato la propria indisponibilità a rivedere il proprio piano di delocalizzazione e comunicato che nel piano di riorganizzazione europeo l’Italia ha un saldo negativo dei livelli occupazionali di 41 unità.

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Le alternative proposte

Le Istituzioni locali presenti e i consiglieri Regionali hanno evidenziato che in una condizione positiva e di crescita così importante, la grande multinazionale Adidas dovrebbe dare l’esempio e impegnarsi in un
percorso di gestione con il sindacato e le Istituzioni per evitare il trauma dei licenziamenti, utilizzare
strumenti quali la volontarietà delle uscite, il ricorso alla riduzione dell’orario e la ricollocazione interna e costruire una soluzione di mantenimento dei posti di lavoro in Lombardia e in Italia, anche rispetto alla prospettiva futura poiché già nel 2019, a fronte di un’altra riorganizzazione, altri 20 lavoratori hanno lasciato l’azienda.

Presto un confronto con l’Assessore

La Commissione e i Consiglieri hanno dichiarato l’impegno condiviso dalla Giunta Regionale a seguire con attenzione la vertenza comunicando che l’Assessore Regionale alla Formazione e al Lavoro competente si è impegnata a convocare le parti per costruire un confronto con l’obiettivo politico di evitare i licenziamenti e costruire le condizioni per impegnare l’azienda a preservare i livelli occupazionali attuali e futuri.

La protesta dei lavoratori

Intanto fuori dalla sede della Regione Lombardia molti lavoratori Adidas si sono ritrovati per uno sciopero di 4 ore per richiedere un piano industriale nuovo che preveda la salvaguardia occupazionale in linea con i risultati straordinari del 2019 e richiedendo al Consiglio Regionale un impegno forte per reindirizzare l’azienda a scelte sostenibili socialmente e all’utilizzo di strumenti di gestione conservativi dell’occupazione.

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I lavoratori in presidio fuori da Regione Lombardia

La mobilitazione prosegue

I lavoratori e le lavoratrici, conclude la Cgil in una nota, proseguiranno con impegno il percorso di mobilitazione e di confronto sindacale al tavolo di trattativa confidando in una celere convocazione da parte dell’Assessore Regionale al Lavoro, per costruire con la disponibilità alle mediazioni necessarie soluzioni socialmente sostenibili per i lavoratori e le lavoratrici.

M5S: “Delocalizzare nell’era dello smart working è deplorevole”

Ovviamente la questione dei licenziamenti Adidas non ha lasciato indifferente il mondo politico. Da più parti, ieri, è stata espressa solidarietà ai lavoratori, preoccupati per il proprio futuro lavorativo.

“Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori dell’Adidas in relazione alla comunicazione della procedura di licenziamento collettivo” – ha fatto sapere Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia.

“E’ veramente assurdo che un’azienda così florida, che dal mercato italiano riceve grande soddisfazione in termini economici e che spende moltissimi soldi in attività di marketing, non abbia la minima sensibilità in relazione alla conservazione dei posti di lavoro. Delocalizzare i servizi amministrativi nell’era dello smart working è un fatto assolutamente deplorevole. L’attività d’impresa deve essere svolta anche mostrando sensibilità verso i territori che non devono essere solo considerati come mercati. La Lombardia è terra operosa e non luogo di speculazione per gli “avvoltoi”della finanza”.

Ponte (Pd) “Situazione paradossale. Il Ministero intervenga”

Per Gigi Ponti, consigliere regionale del Pd e componente della IV Commissione Attività Produttive “Ci troviamo di fronte a una delle situazioni più paradossali fra quelle che abbiamo affrontato in questi ultimi tempi, perché l’impresa macina utili e contemporaneamente rischia di produrre licenziamenti”.

“Siamo già alla seconda ristrutturazione, nonostante i bilanci in positivo, e già se ne annuncia una possibile terza. Chiediamo all’assessore regionale al Lavoro Rizzoli di intervenire sia dal punto di vista amministrativo che politico su una vicenda così particolare. E ci aspettiamo che al Ministero dello Sviluppo economico la questione venga trattata per la rilevanza che ha e il caso specifico che rappresenta. Nel contempo, continueremo a seguire con grandissima attenzione il futuro dell’azienda e la richiesta di licenziamento di 35 lavoratori”.