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Monza

Vertenza Adidas: la Cgil preoccupata dopo l'audizione in Regione

La terza procedura di licenziamento collettivo vede il taglio di 31 posti di lavoro, di cui 21 a Monza.

Vertenza Adidas: la Cgil preoccupata dopo l'audizione in Regione
Economia Monza, 14 Dicembre 2021 ore 17:59

Si è tenuta oggi in Commissione Attività produttive di Palazzo Pirelli l'audizione con i vertici Adidas, le sigle sindacali, Confcommercio e la Provincia di Monza e Brianza. I rappresentanti dei lavoratori esprimono fortissime preoccupazioni per le prospettive future, la perdita di competenze e la riduzione dei livelli occupazionali.

Vertenza Adidas: preoccupazione dei sindacati dopo l'audizione in Regione

"Abbiamo chiesto il coinvolgimento della Regione, dei Consiglieri presenti e degli assessori competenti Rizzoli e Guidesi per aprire un tavolo di confronto con il livello manageriale sia locale che centrale per provare a creare le condizioni per invertire la tendenza che negli ultimi 3 anni ha visto perdere competenze, delocalizzare funzioni strategiche in Portogallo, indebolire pesantemente i livelli occupazionali che nella sede Italiana di Monza, in Lombardia, si sono ridotti da oltre 300 alle attuali 226 persone" - fa sapere la Cgil in una nota.

Prosegue dunque l'impegno delle rappresentanze sindacali nella tutela dei lavoratori e delle lavoratrici coinvolti nella terza procedura di licenziamento collettivo che vede il taglio di 31 posti di lavoro, di cui 21 a Monza ma la richiesta forte alle istituzioni è di provare a usare le energie e il proprio ruolo di condizionamento per aprire una vera discussione sul piano strategico e creare le condizioni per investire sul consolidamento dei livelli occupazionali come leva di responsabilità sociale in una realtà che vede continuamente crescere il fatturato e i margini ma sembra focalizzata a livello manageriale solo sulle quote di mercato e sull'ambito commerciale.

La Commissione si è impegnata attraverso il presidente e il rappresentante della struttura preposta a creare un'interlocuzione tra l'azienda e gli assessorati competenti. 

"Chiediamo di essere coinvolti in queste interlocuzioni e monitoreremo l'impegno delle istituzioni e la concretezza di queste iniziative  - conclude la Cgil - poiché i lavoratori e il territorio meritano risposte all'altezza della complessità dei problemi e crediamo che Adidas costituisca un caso di scuola sul quale provare a costruire una Risposta".

Monti "L’Azienda non lasci in mezzo ad una strada 21 famiglie"

Sulla questione è intervenuto anche il vicecapogruppo del Carroccio al Pirellone Andrea Monti, presente oggi in Commissione. 

“Adducendo la motivazione del cambiamento strutturale, la multinazionale Adidas ha annunciato 31 licenziamenti in Italia, 21 dei quali riguarderanno la sede di Monza. Si tratta di una decisione difficilmente comprensibile se si considera che la Provincia di Monza e Brianza è un traino commerciale per tutta la Lombardia, sia per quanto riguarda l’export che il Prodotto Interno Lordo della nostra Regione”.

“In audizione ho chiesto quali fossero i motivi per cui, per questa riorganizzazione, sia stato scelto il Portogallo a discapito di Monza e dell'Italia, ma non mi è stata data una risposta soddisfacente, adducendo delle motivazioni legate al trasporto; giustificazioni un po' deboli visto che la Lombardia vanta un invidiabile posizionamento geografico centrale tra la zona mediterranea e tutto il resto d'Europa”, prosegue Monti; “onestamente, spiace constatare che paghiamo scelte che vengono prese altrove e che i rappresentanti della proprietà non sanno nemmeno giustificare. Da parte nostra, continueremo a lavorare per rendere attrattiva la Lombardia, come dimostra il recente caso dell'azienda di bicilette Bianchi che ha deciso di riportare in Lombardia il sito produttivo”

“Auspicando che la proprietà di Adidas, come promesso oggi in Audizione al Pirellone, si attivi per una soddisfacente ricollocazione delle 21 posizioni, preannuncio che da parte mia vigilerò e farò tutto quanto è in mio potere, in tutte le sedi istituzionali, per evitare che i 21 dipendenti, vale a dire 21 famiglie, finiscano in mezzo ad una strada”, conclude Monti.

(foto archivio)

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