Progetto

L’ex Olivetti diventa “campo base” per la Arcore del futuro

Ieri pomeriggio, mercoledì, il sindaco Maurizio Bono e l'assessore al Bilancio Serenella Corbetta hanno presentato gli esiti del workshop organizzato nei mesi scorsi attraverso la presentazione di un volume che raccoglie l'intero percorso di analisi, confronto e progettazione partecipata sul futuro dello stabile di via Umberto I

L’ex Olivetti diventa “campo base” per la Arcore del futuro

Si alza ufficialmente il sipario sul futuro dell’ex Olivetti, lo storico stabile che si trova ad Arcore, nella centralissima via Umberto Primo. Dunque la Giunta Bono punta gran parte delle sue fiches sull’ex scuola, uno degli immobili più suggestivi della città che, però, da almeno vent’anni, non riesce a trovare una nuova vocazione.

E’ questo il senso del percorso partecipativo promosso dal Comune negli ultimi mesi e che ieri pomeriggio, mercoledì, ha visto l’Esecutivo tracciare un primo bilancio in Sala del Camino. Il sindaco Maurizio Bono e l’assessore al Bilancio Serenella Corbetta hanno presentato gli esiti del workshop attraverso la presentazione di un volume che raccoglie l’intero percorso di analisi, confronto e progettazione partecipata.

L’intervento del sindaco

Già sede scolastica in passato, oggi l’edificio, ricordiamo, è stato sottoposto a un intervento di riqualificazione edilizia finanziato con fondi esterni che tuttavia permetterà di rigenerare solo in parte l’antico stabile.
L’iniziativa dedicata all’ex Olivetti di Arcore, realizzata con la collaborazione di POLI.design, si inserisce nella prima fase del processo di rigenerazione dell’area. Dopo aver raccolto proposte e valutazioni utili alla costruzione di una visione condivisa, ora si tratta di mettere a terra quello che in gergo si definisce il piano economico che poi, necessariamente, passerà attraverso una manifestazione di interesse indirizzata ai privati.

Cinque scenari… più uno

Ben cinque gli scenari, o meglio le ipotetiche destinazioni che erano state presentate durante la tavola rotonda in Villa Borromeo lo scorso novembre: Officina (con destinazioni di formazione, servizi alle imprese e residenza) Scalo, Essenza (con l’aggiunta di servizi welfare) Studios e Campus (con servizi esclusivamente sulla formazione e studentato). Le ipotesi propongono modelli d’uso differenti, legati a funzioni culturali, sociali, produttive e formative, per trasformare l’area in un nuovo polo urbano della città.

“A queste se n’è aggiunta una sesta che poi, nei fatti, va a riasumere tutte le altre – ha sottolineato l’assessore Corbetta durante la conferenza stampa, alla quale hanno partecipato anche molti cittadini che avevano preso parte ai tavoli organizzati in Villa Borromeo – Abbiamo ipotizzato un struttura che punta l’attenzione soprattutto su un mix, o meglio un ecosistema ibrido, nel quale far convivere corsi intensivi, serate e week end per professionisti e lavoratori, servizi welfare aperti alla cittadinanza, residenzialità temporanea, spazi di coworking, studio e socializzazione (per esempio al piano terra potrebbe trovare posto una libreria caffetteria sull’esempio della “Feltrinelli”, ndr). Ovviamente il focus di questo lavoro è sull’ex Olivetti ma non è escluso che il progetto possa coinvolgere anche altre strutture che si trovano accanto. Parlo del consultorio Ats di via IV Novembre (gli ambulatori si trasferiranno nella futura Casa di comunità al San Giuseppe, ndr), della vecchia palazzina che ospitava l’ex sede dell’Avis, l’area dell’ex Cinema Centrale (attualmente di proprietà privata ma che potrebbe essere trasformata dal prossimo Pgt, ndr). E poi ancora, chissà, magari l’ex chiesa dell’Immacolata dell’oratorio femminile di proprietà della parrocchia (un domani, se lo stabile dovesse essere ceduto al comune potrebbe ospitare laboratori artigianali). Senza dimenticare le Scuderie di Villa Borromeo (in parte occupatee dagli studenti di Brera, ndr) e il recupero dell’Hangar. Insomma questa struttura andrà a pieno regime quando verrà utilizzata per sette giorni su sette, 365 giorni all’anno e diventerà il fulcro di un progetto pià ampio sulla Arcore del futuro”.

La fondazione e gli altri immobili comunali

“I prossimi passi riguardano la redazione della manifestazione di interesse che andrà ad esplicitare, nero su bianco, quello che abbiamo in mente per quella struttura. Ovviamente saremo chiamati anche a realizzare un masterplan funzionale per capire, concretamente, quanto potrà portare, a livello di proventi, il bar, lo studentato, lo smartworking libero ecc ecc  – ha continuato Corbetta -Stiamo parlando di una manifestazione di interesse che ci darà indicazioni sull’interesse della proposta e che parlerà a degli attori specifici: pensiamo in primis al Politecnico, alle associazioni di categoria come Federlegno, per esempio, alle aziende e, perchè no, alle banche. Per quanto riguarda la governance pensiamo alla creazione di una fondazione che possa coinvolgere un mix tra pubblico e privato. Per esempio l’ente che governa la Venaria Reale. In questo caso il Comune di Arcore confluisce alla fondazione l’immobile che poi verrà gestito dall’ente che vedrà la partecipazione di altri partner privati importanti.  Come già detto, però, l’Olivetti potrebbe essere troppo piccolo per la fondazione. Per questo motivo, cammin facendo, potremmo allargare l’orizzonte sugli altri immobili comunali che potrebbero confluire nella nuova governance. Villa Borromeo, in questo momento, non è di proprietà comunale. Per questo motivo non può entrare nella fondazione a livello giuridico. Però è chiaro che uno studio e un ragionamento sull’utilizzo degli spazi andrà fatto sotto questa nuova ottica”.