Sovico, il cofondatore come Dibba: "Lascio i 5 Stelle"
Anche in Brianza il voto della base che ha sdoganato Mario Draghi inizia ad aprire la frattura tra i grillini. Paolo Galli annuncia il suo addio al Movimento, che aveva contribuito a fondare nel 2013: "Grillo e Di Maio hanno distrutto un sogno".
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Anche in Brianza il voto della base che ha sdoganato Mario Draghi inizia ad aprire la frattura tra i grillini: il cofondatore del Movimento 5 Stelle di Sovico dice addio.
Galli (Sovico): Distrutto un sogno
"Grillo e Di Maio hanno distrutto un sogno, lascio il Movimento 5 Stelle". Così in un comunicato diffuso nella serata di ieri Paolo Galli, classe 1991, uno dei fondatori dei grillini a Sovico nel 2013 e candidato in paese alle elezioni amministrative del maggio 2019, ha annunciato la sua decisione di farsi da parte come aveva fatto, poche ore prima via social, il deputato Alessandro Di Battista, uno dei nomi di punta nel Movimento.
"Eravamo nati per seppellire tutti, ci hanno seppellito loro"
"Le ragioni di questo mio abbandono - spiega Galli - derivano da decine di promesse elettorali nazionali tradite e un ambiente interno a livello territoriale provinciale e regionale ormai tossico. A tutto ciò si aggiunge una gestione imbarazzante della pandemia, dal punto di vista sociale e economico. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è però una fiducia al buio al nascente Governo Draghi in Parlamento, con l'appoggio di Berlusconi, Renzi, Salvini insieme. Eravamo nati per ''seppellire'' tutti, invece ci hanno seppellito loro. Un governo ammucchiata è inaccettabile. I miei principi non sono in vendita", aggiunge l'esponente dei grillini di Sovico.
Sovico: i candidati alle amministrative 2019 del Movimento 5 Stelle
"Vorrei, invece, dire grazie ad Alessandro Di Battista per la lealtà e il coraggio e a quel visionario che è stato Gianroberto Casaleggio. Ringrazio i miei compagni di viaggio di Sovico 5 Stelle, il gruppo che ho fondato nel 2013, compresa la portavoce e consigliera comunale Stefania Greco, per gli anni intensi passati insieme e che mi porto nel cuore, nonostante l'epilogo".
La decisione, come detto, dopo il voto sulla piattaforma Rousseau, che ha dato il via libera al governo guidato dall'ex presidente della Bce: i sì sono stati il 59,3%. Allo stesso tempo, però, l'esito del voto ha cristallizzato la divisione all'interno del Movimento Cinque stelle fino alla spaccatura insanabile.