Spal-Inter

Il giovane brianzolo Lorenzo Pirola ha esordito in Serie A

Il 18enne è subentrato al 79' a Candreva, calcando per la prima volta i campi della massima serie italiana.

Il giovane brianzolo Lorenzo Pirola ha esordito in Serie A
Vimercatese, 17 Luglio 2020 ore 15:04

Lorenzo Pirola, difensore con un passato anche nella Cosov di Villasanta, ieri sera ha calcato per la prima volta i campi della massima serie del calcio nostrano.

Esordio in serie A per Lorenzo Pirola

Pirola, classe 2002 è un talento cristallino e vero e proprio gioiello del vivaio nerazzurro. Tanto che Antonio Conte lo ha voluto in panchina in diverse occasioni, comprese le partite europee. Giovedì 16 luglio 2020 è una data da incorniciare per il 18enne casatese, perché al “Mazza” di Ferrara, quando il risultato di Spal-Inter era già sul 4-0 a favore dei nerazzurri, al 79′ è entrato in campo sostituendo Antonio Candreva.

Talento cristallino made in Brianza

Il giusto premio, insomma, per un giovane che sembra avere tutte le carte in regola per poter scrivere un futuro glorioso davanti a sé, sia con la maglia dell’Inter che con quella della Nazionale (è titolare inamovibile della squadra Under 19, con la Nazionale Under 17 ha già disputato un eccellente Mondiale in Brasile nel 2019).

L’esperienza alla “Cosov”

Il giovanissimo, che assomiglia molto, per prestanza fisica, al fortissimo difensore juventino Giorgio Chiellini, ha giocato per qualche anno anche nella «Cosov».

Dolcissimo il ricordo che il giovanissimo ha lasciato nel club brianzolo, come ha confermato mister Alessandro Motta, che ha avuto l’onore di allenarlo, come allenatore di seconda, alcuni anni fa, quando il 18enne giocava nella categoria «Esordienti a 9», prima di approdare al team Luciano Manara e poi all’Inter.

Il ricordo

“Mi ricordo benissimo di Lorenzo – ha sottolineato mister Motta – Quell’anno io ero vice allenatore, mentre il mister era Marco Paolo Galbiati. Lorenzo già allora aveva una marcia in più rispetto ai suoi compagni di squadra. Era molto prestante a livello fisico. Ma la sua dote più grande era nella sua mentalità. Si intuiva già da allora che aveva testa e cuore, mentalità, ambizione, serietà e voglia di fare sacrifici per arrivare. Sempre umile, era un vero leader che chiedeva sempre il massimo da se stesso e dai compagni. Non mi stupisco affatto della carriera che sta facendo e, ovviamente, facciamo tutti quanti il tifo per lui. Per noi è un orgoglio sapere che un giovane di belle speranze non solo per l’Inter, ma per tutto il calcio italiano, ha mosso i suoi primi passi proprio con la Cosov”.

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