La Brianza che si impegna, che si prende cura degli altri, che coltiva la cultura, la ricerca e lo sport. È questa la Brianza raccontata dall’edizione 2026 del Premio “Beato Talamoni”, la massima onorificenza della Provincia di Monza e della Brianza, consegnata ieri pomeriggio (sabato 3 ottobre) all’Auditorium E. Ghezzi di via Grigna a Monza.
Tredici i riconoscimenti assegnati: sei benemerenze, quattro menzioni d’onore, una targa onoraria e due targhe celebrative. A consegnarli il presidente della Provincia, Luca Santambrogio, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, dei sindaci brianzoli e delle autorità.
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Il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio
Il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Luca Santambrogio, e la sala gremita
Le sei benemerenze
La prima benemerenza è andata, alla memoria, a Carlo Giorgetti, imprenditore dell’ebanisteria e fondatore degli Amici di Tanguiéta. La Provincia ha voluto riconoscere la sua capacità di trasformare una tragedia personale in un progetto di solidarietà: dopo la morte del figlio Paolo, ucciso dalla criminalità organizzata a soli 16 anni nel 1978, Giorgetti raggiunse il Benin con la moglie Augusta e nel 1984 diede vita agli Amici di Tanguiéta. All’ospedale Saint Jean de Dieu nacque anche un reparto di pediatria intitolato al figlio. Parallelamente, per oltre sessant’anni, aveva portato nel mondo l’eccellenza dell’ebanisteria brianzola dell’azienda fondata a Meda nel 1898.
Benemerenza anche all’associazione Carcere Aperto, nata nel 1994 e da oltre trent’anni impegnata nella Casa Circondariale di Monza a sostegno di detenuti, ex detenuti e famiglie. Un’attività fatta di ascolto, aiuto concreto, percorsi di reinserimento, iniziative culturali e occasioni di dialogo tra carcere e comunità. Tra i progetti ricordati dalla Provincia c’è la “Biblioteca vivente”, attraverso la quale alcuni detenuti hanno potuto raccontare in prima persona le proprie storie, contribuendo a combattere pregiudizi e stereotipi.
Il terzo riconoscimento è andato al Moto Club Lazzate, protagonista da quasi settant’anni della storia del Trial in Brianza. Fondato nel 1956, il club ha trasformato una disciplina allora poco conosciuta in una vera scuola di sport, formando atleti arrivati ai vertici internazionali e portando sul territorio competizioni di livello mondiale. Alla base del riconoscimento ci sono anche il volontariato, l’attenzione ai giovani e la convinzione che lo sport possa essere uno strumento di crescita e di educazione.
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Roberta Giorgetti ha ritirato il premio alla memoria di Carlo Giorgetti
Carcere Aperto
Moto Club Lazzate
Mimì Aminata Caruso
Michele Sangineto
Paolo Mocarelli
Tra le premiate anche Mimì Aminata Caruso, giovane artista di Usmate Velate, vincitrice di X Factor nel 2024 e voce dell’Inno di Mameli alla cerimonia di apertura delle Paralimpiadi Milano Cortina 2026. Nata nel 2007 e cresciuta in Brianza, Mimì è stata premiata per il talento e l’impegno, ma anche per la capacità di rappresentare una Brianza giovane, aperta e inclusiva attraverso il linguaggio universale della musica.
La benemerenza è stata conferita anche a Michele Sangineto, maestro ebanista e liutaio che da oltre mezzo secolo ricostruisce strumenti musicali antichi attraverso lo studio di dipinti, codici e testimonianze storiche. Dalle arpe celtiche ai salteri, fino agli strumenti progettati da Leonardo da Vinci, le sue opere sono arrivate in istituzioni prestigiose come il Royal College of Music di Londra, il Louvre e le Gallerie degli Uffizi. Per 36 anni docente all’Isa di Monza, Sangineto ha inoltre trasmesso a generazioni di studenti il valore della manualità, della curiosità e della conoscenza.
Infine Paolo Mocarelli, già primario e ricercatore, è stato premiato per il contributo fondamentale dato alla ricerca sulla diossina dopo il disastro dell’Icmesa di Seveso. Nell’estate del 1976, mentre era primario di Patologia all’ospedale di Desio, intuì l’importanza di conservare i campioni di sangue raccolti dopo l’incidente. Una scelta che negli anni si è rivelata preziosa per la ricerca internazionale sugli effetti della diossina, trasformando una delle pagine più dolorose della storia brianzola in un patrimonio di conoscenza scientifica.
Le menzioni d’onore
Quattro le menzioni d’onore. La prima, alla memoria, è stata assegnata a Massimiliano Chiolo, per oltre cinquant’anni di impegno civico a Verano Brianza. Giornalista di Noi gente di Verano, amministratore e sindaco, ha dedicato la propria attività alla partecipazione, all’associazionismo, alla tutela dell’ambiente e al rapporto tra cittadini e istituzioni.
Riconoscimento anche all’Asd Monza Marathon Team, che da oltre quindici anni utilizza lo sport come strumento di solidarietà e servizio alla comunità. Attraverso manifestazioni, eventi e iniziative benefiche, l’associazione ha sostenuto progetti sociali, sanitari e assistenziali, promuovendo anche la cultura della prevenzione con iniziative come la Run del Cuore, oggi Camminata del Cuore, e il progetto Monza Città Cardioprotetta.
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Alessandro Chiolo per Massimiliano Chiolo
ASD Monza Marathon Team
Jacopo Santambrogio
Luigi Losa
La terza menzione è andata a Jacopo Santambrogio, psichiatra e responsabile del Presidio Corberi di Limbiate. Il riconoscimento premia l’attività clinica e scientifica dedicata alle persone con disabilità intellettiva, autismo e disturbi della salute mentale, insieme alla capacità di coniugare ricerca e attenzione alla persona. Nel 2025 ha contribuito alla nascita di uno dei primi ambulatori pubblici dedicati a queste esigenze nel territorio di Asst Brianza. Attraverso il libro Gli intravisti ha inoltre dato voce alle storie dei pazienti degli ultimi ospedali psichiatrici giudiziari italiani.
Menzione d’onore infine a Luigi Losa, storico giornalista brianzolo e direttore de Il Cittadino dal 1994 al 2014. A soli 26 anni fu tra i primi giornalisti a raccontare il disastro dell’Icmesa e, nel corso della sua lunga carriera, ha seguito e raccontato la vita della Brianza. La Provincia ha ricordato anche il suo impegno alla guida del Gruppo Giornalisti Brianza e di Cancro Primo Aiuto, riconoscendogli il ruolo svolto nel costruire informazione, consapevolezza e partecipazione sul territorio.
Le targhe
Una targa onoraria, alla memoria, è stata quindi assegnata a Umberto Bossi, per il ruolo ritenuto determinante nel percorso che portò all’istituzione della Provincia di Monza e della Brianza. Secondo la motivazione, Bossi contribuì a sostenere e promuovere il progetto che trasformò l’aspirazione a una maggiore autonomia amministrativa del territorio in una realtà istituzionale.
Due, infine, le targhe celebrative. La prima, alla memoria e nel centenario della nascita, è stata conferita a Dante Oreste Orsenigo, già sindaco di Carate Brianza per sei mandati e parlamentare della Repubblica. Tra i primi sostenitori dell’autonomia brianzola, dedicò la propria attività alla comunità e alla crescita del territorio, occupandosi anche di lavoro, cooperazione, ambiente, cultura ed educazione.
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Renzo Bossi per Umberto Bossi
Davide e Simone Orsenigo per Dante Oreste Orsenigo
Augusto Pessina
L’ultima targa è andata a Augusto Pessina, biologo, docente universitario e ricercatore, nel centenario della morte del beato Luigi Talamoni. Pessina, impegnato nel Centro Culturale Talamoni, è stato premiato per aver contribuito a mantenere viva l’eredità spirituale e umana del beato, collegandola ai temi del presente attraverso iniziative di approfondimento e confronto.
«Ogni edizione del Premio racconta una Brianza diversa», ha sottolineato il presidente Santambrogio, evidenziando come i premiati di quest’anno siano accomunati dalla scelta di «prendersi cura di qualcosa più grande di sé e di custodirlo per chi verrà dopo». Dalla ricerca alla cultura, dallo sport alla solidarietà, ha concluso Santambrogio, «prendersi cura con responsabilità, e non smettere mai di farlo, è uno dei tratti più autentici della nostra Brianza».