Conferenza e polemiche

Manifesto di Ventotene, sale in cattedra il prof. don Maurizio Ormas

Appuntamento per lunedì 7 aprile, alle 21, nel salone dell'oratorio San Giuseppe di Lesmo

Manifesto di Ventotene, sale in cattedra il prof. don Maurizio Ormas
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Una serata per capire e approfondire uno dei temi caldi della politica italiana che tanto ha fatto discutere nelle ultime settimane centrodestra e centrosinistra.

Stiamo parlando del Manifesto di Ventotene e del Codice di Camaldoli che verranno illustrati e approfonditi in una conferenza ah hoc che si svolgerà lunedì 7 aprile, alle 21, nel salone dell'oratorio San Giuseppe di Lesmo. Si tratta di un incontro organizzato dalla Comunità pastorale Santa Maria e che vedrà come relatore il professore don Maurizio Ormas, vicario parrocchiale a Peregallo.

Le polemiche

Ricordiamo che il tema riduardante il Manifesto di Ventotene venne ripreso due settimane fa dal premier Giorgia Meloni. Durante il suo intervento sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio aveva citato alcuni passaggi del Manifesto di Ventotene dicendo: "Non so se questa è la vostra Europa ma certamente non è la mia". In Aula scoppiò la bagarre fra urla e fischi e la seduta venne sospesa più volte.

L’intervento di Meloni

Meloni aveva letto alcuni passaggi del testo scritto nel 1941 da Altiero Spinelli e Ernesto Rossi, con il contributo di Eugenio Colorni, confinati dal regime fascista sull'isola pontina. Ha citato alcuni stralci, appuntati su un foglio preparato dal suo staff a dibattito in corso: "La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista"; "La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso"; "Nelle epoche rivoluzionarie, in cui le istituzioni non debbono già essere amministrate, ma create, la prassi democratica fallisce clamorosamente". Parole con cui, sostengono i meloniani, la leader ha fatto "cadere il Muro di Berlino anche in Italia". L’Aula della Camera era esplosa fra le urla della maggioranza e le proteste delle opposizioni, la seduta è stata sospesa più volte. "Giudicate voi", ha scritto Meloni sui social postando il video dell'intervento, in cui accusa chi ha richiamato il Manifesto di Ventotene in questi giorni, anche nella manifestazione di Roma di sabato scorso, di "non averlo mai letto".

Chi è don Maurizio Ormas

Quasi cinquantatre anni di messa e una vocazione nata dopo la fanciullezza e l’adolescenza trascorsa lontano da Dio. Per il sacerdote e professore universitario una vita religiosa vissuta non solo sull'altare ma anche dietro alla cattedra, ad insegnare ai ragazzi, giorno dopo giorno, quanto è bello seguire gli insegnamenti del Vangelo.
Il sacerdote, teologo e professore, nacque nel 1948 a Barletta e venne ordinato sacerdote a Milano nel 1972. Pastore dalla grande esperienza che può vantare un "curriculum" di alto spessore, nel corso del suo ministero sacerdotale ha ricoperto contemporaneamente il ruolo di parroco, teologo e docente di religione in diversi licei milanesi. Tante le parrocchie nelle quali don Maurizio ha trascorso il suo ministero, tra le quali: Santa Maria in Naviglio, Santa Maria del Carmine, San Pio X, San Pio V e Santa Maria di Calvairate a Milano e poi Santi Carlo e Anna a Segrate, San Sebastiano e Santi Silvestro e Martino. E' cappellano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e ha insegnato, in passato, per 40 anni, nei licei e successivamente all’Università. È anche membro del Comitato Scientifico della Scuola di Formazione socio-politica dell’Arcidiocesi di Milano, già docente di Magistero Sociale presso la Pontificia Università Lateranense a Roma. Don Maurizio è conosciuto anche come storico del pensiero politico medioevale. Ha approfondito la tematica Chiesa e Stato da un punto di vista pluridisciplinare (teologico, storico, filosofico, giuridico). In ambito di questi studi si è occupato delle radici cristiane dell’Europa ed in particolare di come fra il tardo antico e il Rinascimento, in occidente, il dualismo dei poteri abbia favorito il nascere e l’affermarsi di libertà di diritti personali e sociali sconosciuti nel resto del mondo.

Un punto di vista cattolico

In realtà il sacerdote, qualche settimana fa, nel bel mezzo della polemica tra la premier e le opposizioni,  durante alcune celebrazioni eucaristiche, aveva già avuto modo di approfondire il tema, cercando di contestualizzare il Manifesto di Ventotene e il Codice di Camaldoli dal punto di vista della dottrina sociale della Chiesa.

"Noi cattolici non eravamo alla finestra nella costruzione di quella che sarebbe stata la Comunità europea, non eravamo su Marte - aveva detto don Ormas in un passaggio di una recente omelia pronunciata proprio sul trattato di Ventotene - Abbiamo contribuito a farla più di ogni altro perchè chi firmava i trattati erano tre democristiani: il francese Robert Schuman, il tedesco Konrad Adenauer e l'italiano Alcide De Gasperi. Sono loro i padri i padri fondatori dell'Unione europea...".

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