La storia

La “regista” del mondo dei motori che sfida il paddock e sogna il microfono della F1

A 29 anni Sara Colombo, con due lauree, un master e il sogno del giornalismo, è la responsabile logistica del Team Trident di Formula Tre

La “regista” del mondo dei motori che sfida il paddock e sogna il microfono della F1

Dalle aule del liceo artistico alla logistica Mondiale di Formula Due e Tre del Team Trident: la ventinovenne di Arcore racconta la sua vita a trecento all’ora, tra emergenze internazionali e l’ambizione di diventare il nuovo volto del giornalismo sportivo, sulle orme di Mara Sangiorgio. Esiste un mondo, dietro le visiere a specchio dei piloti e il rombo assordante dei motori, fatto di incastri millimetrici, diplomazia e una resistenza allo stress fuori dal comune. In questo universo, dove l’odore della benzina è stato per decenni una prerogativa maschile, si muove con passo sicuro Sara Colombo, 29 anni. Lei non è solo una spettatrice privilegiata del grande circo del motorsport, ma la «regista» che permette al Team Trident di scendere in pista nei campionati di Formula 2 e Formula 3.

L’approdo nel team Trident

Oggi Sara è il cuore pulsante del coordinamento per la Formula 3, che segue dieci tappe mondiali, ma il suo sguardo deve coprire anche le quattordici gare della Formula 2. Il suo compito è monumentale: gestire l’intera spedizione logistica, coordinando i trasferimenti di piloti, meccanici e ingegneri, occupandosi delle iscrizioni ai campionati e tessendo le relazioni con media e sponsor.
In un ambiente dove le donne devono spesso lavorare il doppio per guadagnarsi la stessa autorità dei colleghi, Sara ha imposto la sua professionalità. Una tempra che è stata messa a dura prova proprio la scorsa settimana. Dopo la tappa in Australia di qualche settimana fa (in concomitanza con il Gp di Formula Uno che ha aperto la stagione), avrebbe dovuto organizzare i test della squadra in Bahrein, ma la realtà geopolitica ha preso il sopravvento sulla competizione: i test sono stati annullati a causa della guerra, dopo che l’hotel destinato al team è stato colpito da un bombardamento. Un evento drammatico che ha portato alla cancellazione anche dei prossimi Gran Premi in Arabia Saudita e Bahrein, costringendo Sara a un estenuante lavoro di riprogrammazione in regime di emergenza.

Un percorso fatto di “sterzate” e determinazione

La strada che ha portato Sara nei box della Trident (e a lavorare accanto all’altro arcorese Alessandro Brambilla, direttore tecnico del team «Trident Motorsport») è stata tutt’altro che lineare, segnata da una curiosità intellettuale che l’ha vista accumulare ben due lauree e un master. Tutto inizia nel 2016, quando si diploma al Liceo Artistico delle Preziosine di Monza. All’epoca, influenzata dal fascino televisivo di Grey’s Anatomy, decise di tentare la carriera medica. Ma la vita, come una chicane improvvisa, le riserva altre traiettorie: lascia Medicina capendo che la sua strada è un’altra. Mentre si mette in gioco con un’esperienza lavorativa da McDonald’s, arriva la svolta quasi per caso: partecipa come concorrente a Caduta Libera con Gerry Scotti.

«Proprio grazie a quell’esperienza ho compreso la mia vocazione, come fosse stata una scintilla – ha raccontato la giovane – Ho capito che volevo occuparmi di comunicazione, giornalismo e mondo dello spettacolo». Da quel momento non si ferma più. Prima del Covid vola in Francia per una magistrale in giornalismo, collabora con testate locali come «Il Cittadino» e scrive per l’informatore parrocchiale della comunità pastorale di Arcore, senza mai perdere di vista la sua bussola: i motori.

L’eredità di Nonno Giuseppe e il traguardo nel mirino

La passione di Sara ha radici profonde, che portano il nome di Giuseppe Origo, suo nonno, storico meccanico della Pirelli. È lui ad averle trasmesso quel «virus» per le corse che l’ha spinta a specializzarsi ulteriormente con un master in comunicazione motorsport all’Autodromo di Imola, dopo aver già lavorato a un prestigioso progetto di scambio tra il tempio della velocità di Monza e quello di Indianapolis.
Nonostante una solida esperienza di cinque anni nei campionati Turismo e Gran Turismo, dove ha ricoperto anche il ruolo di Team Manager per alcune scuderie minori, il sogno di Sara rimane uno solo: impugnare il microfono. Il suo modello dichiarato è Mara Sangiorgio, la «regina» dei paddock di Sky. Sara Colombo vuole essere lì, davanti alla telecamera, a raccontare le strategie che oggi lei stessa contribuisce a creare. Per la giovane arcorese, che ha saputo trasformare un’intuizione in una carriera internazionale, il traguardo della Formula 1 non è mai stato così vicino. Basta crederci.