L’anno scorso l’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che lo aveva nominato Alfiere della Repubblica per la forza e il coraggio con cui stava affrontando un tumore al cervello diagnosticato quando aveva solo 13 anni. Nei giorni scorsi è stato a tu per tu con Papa Leone XIV, che gli ha accarezzato dolcemente la testa invitandolo a continuare ad avere fede in Dio.
Un’emozione indescrivibile per Diego Vergani di Lentate sul Seveso, 16 anni compiuti a giugno, vero esempio di resilienza per come ha saputo rinascere nonostante un tumore che, se non scoperto in tempo, avrebbe potuto spezzare tutti i suoi sogni e strapparlo all’amore di famigliari e amici.
La rinascita di Diego Vergani dopo il tumore
A distanza di quasi tre anni Diego studia con profitto Finanza e Marketing al Versari di Cesano Maderno, gioca a padel, suona e coltiva le sue passioni. Deve sempre tenere monitorata la situazione e sottoporsi a periodici controlli, ma ha ripreso in mano la sua vita e può guardare al futuro con ottimismo. Al suo fianco, sempre presente, la sua famiglia, mamma Francesca D’Amico, papà Marco Vergani e la sorella maggiore Viola, ma anche tantissime persone che sono venute a conoscenza della sua storia e continuano a fare il tifo per lui. Anche se la sua prima sostenitrice è proprio la mamma, che oltre alla malattia del figlio ha dovuto affrontare lei stessa un cancro. I due si fanno forza a vicenda, condividono preoccupazioni e timori, ma anche una positività disarmante, in grado di illuminare anche i momenti più bui.
La mamma aveva scritto al Vaticano
E’ stata proprio D’Amico, a gennaio, a scrivere al Vaticano raccontando la storia di Diego, allegando i numerosi articoli di giornale che gli abbiamo dedicato in questi anni.
«Non mi aspettavo che mi dessero subito riscontro, sono rimasta sorpresa quando ho letto la risposta, con l’invito a partecipare all’udienza generale del Papa, quando avessi preferito – spiega – Ho scelto il mese di settembre e così, qualche giorno fa, siamo partiti per Roma».
Oltre a mamma, papà e sorella, ad accompagnare Diego c’era una famiglia che gli è stata molto accanto nel periodo più drammatico e che negli anni ha mantenuto un bellissimo rapporto di amicizia con i suoi genitori.
L’incontro con Papa Leone XIV: “Una grande emozione”
«Io e Diego eravamo proprio sul sagrato, vicinissimi al Pontefice – spiega mamma Francesca, ancora incredula dell’emozionante esperienza vissuta – A un tratto ci hanno invitato a metterci in fila, abbiamo capito che di lì a poco avremmo parlato direttamente con il Papa».
Per l’occasione Diego ha voluto portare uno scritto in cui ripercorre il suo calvario e la sua rinascita. Una testimonianza toccante, in cui parla senza filtri delle malattie che hanno colpito lui e la mamma e della forza che entrambi hanno avuto.
“Io non ho mai mollato, perché mamma non ha mollato per me”
«Io non ho mai mollato, perché mamma non ha mollato per me – una delle frasi più significative – Ci tengo a dire che è stata non dura, ma durissima, e mamma è stata forte, perché ha pensato prima a me e il suo male non ha avuto nemmeno il tempo di guardarlo in faccia». Fondamentale anche il supporto della sorella e del papà, che «sono stati i pilastri della famiglia. Già, perché alla famiglia non viene chiesto di essere perfetta, ma di essere unita anche durante le avversità». E poi l’indescrivibile gioia per l’incontro con il Papa: «Quando mamma mi ha detto che saremmo venuti da lei non ci credevo proprio, troppo grande questo sogno, troppo bello per essere vero. Io sono contento di essere qui a Roma, di avere avuto l’opportunità di vederla da vicino». In conclusione, una richiesta per i suoi cari: «Per me non chiedo niente, ma per la mia famiglia chiedo una benedizione di quelle speciali».
La carezza di Papa Leone XIV e l’invito ad avere fede
«Inizialmente il Papa ha stretto la mano a Diego, poi mi ha lasciato la parola e gli ho raccontato le nostre numerose vicissitudini – afferma Francesca – Gli ho baciato l’anello papale e lui, con la tenerezza e l’amorevolezza di un padre, ha accarezzato la testa di mio figlio, invitandoci ad avere fede. Quella fede che ci ha davvero aiutato tanto, che è stato uno spiraglio di luce nei momenti di disperazione».
In dono mamma e figlio hanno ricevuto due splendidi rosari, «a ricordo di una giornata che ci ha davvero riempito il cuore».