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A Meda due nuove pietre d'inciampo per i deportati: "Bentornati a casa"

In piazza della Repubblica sono stati ricordati i militari Luigi Cattaneo e Leonardo Cazzaniga.

A Meda due nuove pietre d'inciampo per i deportati: "Bentornati a casa"
Attualità Seregnese, 03 Febbraio 2022 ore 15:00

Due nuove pietre d'inciampo a Meda per ricordare i deportati Luigi Cattaneo e Leonardo Cazzaniga. Il sindaco Luca Santambrogio: "Bentornati a casa".

Prima la scopertura del pannello per i tre partigiani

La cerimonia si è svolta oggi, giovedì 3 febbraio 2022, alla presenza delle autorità militari e civili, della Polizia Locale, delle associazioni (Gruppo Alpini e Anpi), degli studenti dell'Istituto Milani e delle scuole secondarie di primo grado Anna Frank e Traversi e dei familiari dei deportati. In piazza Municipio il sindaco, insieme al presidente della sezione cittadina dell'Anpi, Amos Badalin, ha scoperto il pannello che illustra la storia di Antonio Busnelli, Rinaldo Giorgetti e Vincenzo Meroni, ricordati dalle pietre d’inciampo che si trovano davanti al Palazzo municipale, posate tre anni fa. I tre partigiani furono arrestati mentre stavano preparando azioni contro i nazisti, vennero trasferiti prima a Mauthausen e poi a Gusen, dove morirono.

In piazza della Repubblica la posa delle nuove pietre d'inciampo

Successivamente in corteo ci si è trasferiti in piazza della Repubblica per la posa delle due nuove pietre d'inciampo dedicate a Luigi Cattaneo e Leonardo Cazzaniga, che sono entrate a far parte di quella «rete della memoria» nata dall’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig per ricordare la storia di chi non è più tornato a casa, vittima della Shoah e delle deportazioni causate dalla furia nazista. I due militari medesi morirono rispettivamente nel campo di Fallingbostel e in quello di Gorlitz. Cattaneo, classe 1923, era un milite arruolato nel 512esimo battaglione mitraglieri del XII settore di copertura. Cazzaniga, classe 1919, era caporalmaggiore del 112esimo reggimento appartenente alla 103esima divisione di fanteria «Piacenza». Entrambi vennero catturati dopo l’8 settembre e, rifiutando di aderire alla Repubblica di Salò, furono inviati nei campi di internamento.

"Le pietre d'inciampo sono anche un'ingiunzione, ci chiedono di avere memoria"

"Le pietre d'inciampo ci sottraggono dagli affanni quotidiani, richiamano la nostra attenzione. Ma sono anche un'ingiunzione, ci chiedono di avere memoria, di approfondire e riflettere - è intervenuto il presidente dell'Anpi - Oggi ricordiamo due medesi che hanno detto no alla coercizione e hanno compiuto una scelta coraggiosa. Ricordare è un impegno e un invito alla responsabilità". La parola è quindi passata al professor Francesco Mandarano, da anni impegnato nelle ricerche sui deportati brianzoli, per ricostruire le loro storie e aiutare i familiari a "riportarli a casa". "La storia di Cattaneo e Cazzaniga ci ricorda che c'erano diversi tipi di resistenza, accanto a quella partigiana c'era quella dei militari internati, che per troppo tempo sono stati dimenticati. Le pietre servono a ricordare il passato, ma anche come ammonimento per evitare che in futuro capitino di nuovo certe tragedie".

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L'intervento degli studenti del Milani

Il sindaco, insieme ai familiari di Cattaneo e Cazzaniga, ha quindi posato le due pietre d'inciampo, per poi lasciare spazio ai contributi degli studenti. Una rappresentanza dell'Istituto Milani ha letto dei pensieri, offrendo spunti di riflessione: "Bentornati a casa Luigi e Leonardo, oggi vi diamo il giusto posto nella nostra comunità, il vostro sacrificio deve essere ricordato. Queste pietre, facendo inciampare la nostra memoria, ci invitano a ricordare il passato ma anche a essere sentinelle del presente. Tutti noi dobbiamo concorrere alla costruzione di una società più giusta".

Il Comitato pietre d'inciampo: "Serve l'aiuto di tutti per allargare il nostro progetto"

"Per me è un doppio onore essere qui oggi, perché abito a Meda e quindi sono doppiamente emozionata - è intervenuta Roberta Miotto del Comitato pietre d'inciampo Monza e Brianza - Ringrazio il mio sindaco nonché presidente della Provincia, che ci ha sostenuto in questo progetto finalizzato a riportare a casa chi si è sacrificato per non sottostare alla violenza. Finora siamo riusciti a posizionare 77 pietre d'inciampo, ma abbiamo bisogno del contributo di tutti per rendere questo progetto ancora più grande".

Il consiglio comunale dei ragazzi: "Dobbiamo ricordarci di ricordare"

L'ex insegnante della scuola Anna Frank, Anna Caioli, ha quindi presentato il Consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, che proprio in occasione della cerimonia di posa delle pietre d'inciampo ha fatto il suo debutto in pubblico. "Viviamo questo momento con emozione e commozione - ha esordito il sindaco dei ragazzi, Beatrice Baldessin della scuola Traversi, affiancata dalla sua Giunta - Dobbiamo ricordarci di ricordare e vigilare affinché non si ripeta quello che è accaduto". I ragazzi hanno infine proposto degli acrostici realizzati partendo proprio dalla dicitura "pietre d'inciampo": componimenti toccanti e che smuovono le coscienze.

Il sindaco: "La memoria è un tassello che va tenuto lucido"

A conclusione della manifestazione, il pensiero del sindaco: "Noi oggi abbiamo voluto cancellare le parole odio e razzismo, che però sui social sono quelle più diffuse. E' importante che a queste iniziative partecipino le scuole, perché i nostri giovani devono portare avanti questi principi di lotta alla violenza. Ed è importante ricordare chi si è opposto al male, ringrazio in particolare il nostro storico Felice Asnaghi che per primo ha fatto ricerche su Cattaneo e Cazzaniga e su altri militari deportati. Oggi, grazie al Comitato pietre d'inciampo, li riportiamo simbolicamente a casa. Queste pietre sono piccole, ma in realtà rappresentano un monumento, racchiudono un significato importantissimo. La memoria è un tassello che va tenuto lucido, proprio come queste pietre. E per questo anche la posizione scelta, in piazza, è significativa: le pietre devono essere calpestate, bisogna inciamparci per non dimenticare quello che rappresentano. La nostra comunità, ricordando quello che è stato, deve impegnarsi per evitare che si creino nuovi regimi o che la violenza diventi la normalità, così com'era nell'epoca in cui furono spezzati per sempre i sogni dei nostri due concittadini".

 

 

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