Audizione

Bosco delle Querce, Cattaneo contro Allievi per il caso vasche

L'assessore regionale punta il dito contro il sindaco dimissionario.

Bosco delle Querce, Cattaneo contro Allievi per il caso vasche
Attualità Seregnese, 21 Luglio 2021 ore 08:25

Bosco delle Querce, Cattaneo contro Allievi per il caso vasche. L'assessore regionale punta il dito contro il sindaco dimissionario.

Cattaneo tuona contro Allievi

"Ritengo di particolare gravità quello che sta accadendo a Seveso: sul tema della gestione delle vasche di diossina ci sono responsabilità chiare, identificabili e lacunose da parte del Comune di Seveso, che ha avuto la responsabilità della gestione delle vasche dal 2003 al 2020 e in particolare da parte del sindaco Luca Allievi e della sua Amministrazione, che ha governato dal 2018". A parlare è l'assessore regionale all'Ambiente, Raffaele Cattaneo, intervenuto nel corso della Commissione Ambiente e Protezione civile in merito ai controlli delle vasche della diossina al Bosco delle Querce, motivazione che ha portato alle dimissioni del sindaco Allievi. Cattaneo è intervenuto per illustrare al consigliere provinciale Gigi Ponti la situazione. Ponti aveva richiesto infatti un'audizione al presidente della commissione Riccardo Pase perché "Non del tutto chiara la situazione e per fugare qualsiasi preoccupazione di rischio ambientale, a garanzia della salute pubblica e, a seguito dell’incontro tenutosi il 30 giugno tra Regione Lombardia ed Ersaf, per condividere le risultanze delle verifiche e dei sopralluoghi".

"Comune non ha rispettato gli obblighi"

Regione aveva già risposto al sindaco dopo l'annuncio delle sue dimissioni, ma ha aggiunto Cattaneo: "Purtroppo constatiamo una grave responsabilità del Comune nel non aver rispettato puntualmente gli obblighi che si era assunto a di cui aveva avuto la responsabilità fino alla fine del 2020. Regione non accetta questo gioco allo scaricabarile, in cui il sindaco sta cavalcando le proprie inadempienze e generando un allarme non giustificato. Un fatto grave dal punto di vista etico prima che politico. L'audizione di oggi mi ha consentito di ricostruire l'evidenza dei fatti, far conoscere gli atti amministrativi e le valutazioni tecniche e da tutto questo non emerge alcun pericolo significativo per l'ambiente e per la salute dei cittadini". Durante l'audizione, è stata ricostruita la storia della gestione delle due vasche e della loro gestione.

"Nessun pericolo per i cittadini"

Le discariche, una volta completata la messa a dimora dei rifiuti, furono inizialmente gestite dall'Agenzia Regionale delle Foreste (ARF) e successivamente, dal 2003 e poi dal 2008, in base a convenzioni biennali sottoscritte con Regione, la gestione passò al Comune di Seveso, che l'ha mantenuta fino a fine 2020 effettuando il monitoraggio delle discariche e le analisi del percolato. Così Cattaneo: "Il Comune di Seveso, che ha gestito per così tanti anni il Bosco delle Querce, le vasche e il percolato, ha improvvisamente chiesto alla Regione assumersi la gestione delle vasche e questo a causa della propria incapacità di rispettare gli impegni assunti e mettere in atto gli interventi necessari. A conferma di ciò basterebbe leggere gli atti amministravi, le analisi e i verbali del Comitato Tecnico scientifico presenti e pubblicati proprio sul sito del Comune per capire quanta infondatezza ci sia nelle accuse di Allievi. Le attività di monitoraggio hanno evidenziato che non sono mai stati riscontrai problemi di natura ambientale: le vasche non hanno mai avuto perdite e hanno sempre raccolto il percolato al proprio interno. Percolato che poi è stato smaltito presso impianti autorizzati. Tutte le verifiche condotte sulla composizione del percolato hanno confermato che gli inquinanti e in particolate quelli connessi alla diossina sono sempre stati ben al di sotto delle soglie di contaminazione previste dalla legge. Anche le campagne fatte nel 2013 e 2016 da Arpa con prelievi alle acque di falda hanno confermato l'assenza di qualsiasi contaminazione. Nel periodo di gestione pluriennale in cui il Comune ha asportato e analizzato il percolato (fino al 2018), i dati rilevati non hanno evidenziato la presenza di concentrazioni rilevanti di contaminanti né sono mai state evidenziate criticità particolari. Né sono state rilevate, evidenze di rischio per la popolazione derivanti da tali impianti. Questi dati sono a disposizione, sono pubblici e non è tollerabile un atteggiamento lesivo del Comune di Seveso nei confronti di Regione Lombardia".

Le ultime vicende

Ha proseguito Cattaneo: "Tra il 2019 e il 2020 Regione ha chiesto al Comune di monitorare lo stato della discarica e la sua tenuta andando a verificare il battente del percolato. Durante una riunione del Comitato Tecnico Scientifico del giugno 2020 il Comune di Seveso ha manifestato la difficoltà ad esercitare le attività di controllo e di monitoraggio. Nella stessa riunione Regione Lombardia ha richiesto con urgenza i dati sulla quantità di percolato. E questa richiesta viene ribadita più volte nelle successive riunioni senza mai ottenere un riscontro da parte del Comune. A dicembre 2020 Regione chiede la rendicontazione della attività di gestione e il Comune di fronte alle proprie difficoltà esprime la volontà che la gestione delle vasche torni in capo alla Regione. Nel gennaio 2021, la Regione ha quindi riassunto la gestione delle vasche e ha affidato ad Ersaf le verifiche e gli studi necessari, che hanno evidenziato come il percolato non si sia disperso nell'ambiente". Nessun pericolo dunque: "Lo scorso 30 giugno si è svolta una riunione tra Regione Lombardia ed Ersaf dove è emerso che non c'è una situazione di allarme e di pericolo e ci sono solo dei punti che hanno bisogno di una ulteriore verifica e di un intervento migliorativo, viene confermato che le caratteristiche del percolato prodotto non evidenziano presenza significativa di contaminanti". Ha concluso Cattaneo: "Alla luce di questa ricostruzione è sorprendente come da febbraio a giugno si siano susseguite lettere insistenti da parte del Comune di Seveso a Regione per chiede conto delle indagini ambientali e della situazione delle vasche. Proprio quelle indagini che il comune avrebbe avuto la responsabilità di fare fino alla fine del 2020 e che non ha fatto. Regione ha risposto puntualmente facendo presente il lavoro che si stava svolgendo e l'esito delle verifiche, che non davano riscontro di pericolo. Reste incomprensibile e paradossale l'atteggiamento del Comune e del sindaco Allievi, che a fronte delle evidenti mancanze del comune e in particolare nel corso del suo mandato, sta cercando di scaricare responsabilità sulla Regione che solo da pochi mesi ha preso la gestione delle vasche".

Corbetta duro contro Allievi: "Regione vada fino in fondo"

Nel corso della Commissione, è intervenuto il consigliere regionale della Lega, Alessandro Corbetta. "Difficile commentare una vicenda che reputo sufficientemente folle per la maniera in cui è avvenuta. Le dimissioni del sindaco Allievi sono giunte in maniera inaspettata e lasciando totalmente all’oscuro anche il partito di cui facciamo parte. Ho piena fiducia e non ho dubbi sul lavoro fatto dai tecnici di Regione, rimangono invece molte perplessità sul gesto dell’ex sindaco. Sono convinto che se le motivazione fossero state quelle, si sarebbe potuto lavorare a livello istituzionale per cercare di trovare una soluzione”. Corbetta ha poi aggiunto: “Ringrazio l’assessore Cattaneo per l’approfondimento e la relazione in cui ha fatto chiarezza sul fatto che non vi siano pericoli per la salute pubblica. Chiedo a lui di non guardare in faccia nessuno e di andare fino in fondo perché i cittadini di Seveso meritano di conoscere la verità, nella convinzione che Regione Lombardia saprà far chiarezza in tutte le sedi utili”.

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