Fede

Carnate: don Davide diventa diacono, grande festa in parrocchia

Grande festa per il giovane don Davide Beretta, che ieri mattina ha concelebrato la messa nella sua parrocchia di Carnate

Carnate: don Davide diventa diacono, grande festa in parrocchia
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Festeggiamenti a più non posso per il 28enne don Davide Beretta, originario e residente a Carnate, che nel fine settimana è stato ordinato diacono e si avvicina sempre più al sacerdozio, passo che compirà la prossima estate.

Carnate: don Davide diventa diacono, grande festa in parrocchia

Amici e familiari non hanno voluto mancare sabato mattina in Duomo alla solenne cerimonia presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini, che ha ordinato 16  nuovi diaconi. All'uscita, striscioni e cori per don Davide, che poi domenica mattina ha tenuto l'omelia nella prima messa da diacono celebrata dal parroco don Adelio Molteni

"Diventare sacerdoti non è un merito speciale - la sua omelia - Tutti siamo infatti chiamati ad amare e tutti siamo abilitati a farlo. Amare significa ricordarsi della grazia ricevuta e della nostra inadeguatezza. Sì, perché anche essa ci ricorda che dobbiamo affidarci totalmente al Signore. In questa settimana di esercizi spirituali mi sono reso conto della fatica e dell'impegno che comporta questa scelta di vita, ma anche della sua straordinaria bellezza"

Il diaconato e la vocazione

A Carnate don Davide è cresciuto e sempre qui ha scoperto la sua vocazione, maturata per ora sino all'ordinazione diaconale:

"È stato un momento molto emozionante – ha iniziato a raccontare il giovane diacono –  Ero molto teso, anche perché diciamo che parlare in pubblico non è il mio forte, ma per fare questo mestiere bisogna farci la pelle. Infatti, poi sul momento è come se sentissi che c’è qualcun altro che parla per te e alla fine è andato tutto splendidamente. Come dicevo, è stato proprio emozionante, perché io ho scoperto la mia vocazione qui, tra queste mura, in questi luoghi dove sono cresciuto ed essere lì ieri è stato molto simbolico. E' iniziato tutti qui, in oratorio, quando ero appena un bambino"

Il percorso da seminarista

Don Davide matura la propria scelta nel corso degli anni ed entra in seminario nel 2018. E mentre studia affianca i sacerdoti delle varie comunità per dare una mano alle attività oratoriane e pastorali, ma non solo:

"Ovviamente importanti sono state le esperienze negli oratori – ha raccontato – Sono stato ad Agrate, Omate e Caponago. Poi sono stato all’Istituto Santa Maria Assunta della fondazione don Carlo Gnocchi. Qui ero nella classe quarta, quindi non si fa più attività negli oratori, bensì si comincia a conoscere il mondo per quelle che sono le realtà più difficili e complesse. Infatti, potevano mandarci nelle carceri, in ospedale e con i diversamente abili. Io sono stato scelto per questi ultimi, quindi sono stato a contatto con bambini affetti da forme di disabilità molto gravi. E' stata un’esperienza davvero formativa per la mia persona".

Il futuro di Davide e la carenza di preti

Infine, giungiamo all’ultimo anno, quello di quinta e quello di diaconato. In questo periodo, don Davide è stato nella parrocchia Sacra Famiglia di Cinisello Balsamo. Durante il seminario, la sua classe degli ammessi al quadriennio come seminaristi, che era inizialmente composta da una ventina di persone è diminuita, passando a sedici membri.

"Purtroppo è vero che il numero di preti sta sempre più diminuendo, in particolare tra i giovani – ha affermato – Secondo me, non è tanto un problema che deriva dal fatto che non ci sia più fede, come in molti possono credere, ma più propriamente il fatto che c’è difficoltà nel prendere decisioni importanti come questa, dove si è disposti a mettersi in gioco e cambiare la propria vita".

La grande festa

Come detto, la giornata di domenica è stata ricca di festeggiamenti.

"Dopo l’omelia sono stato a casa con i miei genitori – ha concluso, ancora con il sorriso nel ricordare i vari momenti  – Nel pomeriggio sono andato in oratorio dove c’è stata la preghiera dei vespri e infine la cena insieme a tutta la comunità. Durante la serata, c’è stato lo spettacolo, mi hanno fatto fare il "gioppino", mi hanno preso un po’ in giro, ma è stato davvero divertente. È sicuramente un giorno che non dimenticherò e abiterà sempre nel mio cuore".

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