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Basta!

Ospedali chiusi ai parenti, sabato manifestazione al San Gerardo

La onlus Salvagente dopo il sit in del suo presidente non arretra ma rilancia

Ospedali chiusi ai parenti, sabato manifestazione al San Gerardo
Attualità Monza, 26 Gennaio 2022 ore 09:21

"Ospedali chiusi ai parenti? Basta devono riaprire!" Il sit in fuori dal San Gerardo del presidente di Salvagente Mirko Damasco continua ogni giorno e la mobilitazione sta coinvolgendo sempre più persone. Per questo sabato è stata organizzata una manifestazione per riaprire gli ospedali che si terrà alle 15.30 nel piazzale davanti al nosocomio monzese.

Ospedali chiusi ai parenti da gennaio

Dal 15 gennaio 2022 il San Gerardo di Monza così come la maggior parte degli ospedali italiani  ha nuovamente vietato gli accessi ai parenti dei ricoverati, a cominciare da geriatria. Una decisione contro cui Damasco ha nuovamente protestato. Zaino in spalla, cartello e mascherina sul volto, da venerdì si è piazzato davanti alla palazzina accoglienza, chiedendo che venga rispettato il diritto dei parenti di andare a trovare un ricoverato. Damasco non è nuovo a questa iniziativa e l'ultima volta nel 2021 aveva anche iniziato uno sciopero della fame chiedendo che ospedali e Rsa venissero riaperti ai parenti, nel rispetto rigoroso delle normative anti-contagio. Allora aveva funzionato. Poi è arrivata Omicron e la quarta ondata e si è blindato di tutto tutto, Rsa comprese.

La mobilitazione sabato pomeriggio

Salvagente ha così annunciato una grossa manifestazione di protesta per sabato davanti all'ospedale San Gerardo (appuntamento nel piazzale della Palazzina Accoglienza a partire dalle 15.30).  Ma davanti ai numerosi messaggi di aiuto dei parenti dei malati ricoverati, Damasco ha anche iniziato a dare qualche dritta: "Abbiamo un pool di avvocati che può aiutare chi vede calpestati i propri diritti. È ora di alzare la voce. Chi ha bisogno scriva a presidente@salvagenteitalia.org".

Tante le testimonianze

Intanto Damasco continua a raccogliere testimonianze a supporto della sua tesi, ossia che gli ospedali con tutti i protocolli di sicurezza possibile devono restare aperti. "Oggi è passato un papà che aveva accompagnato la moglie che deve partorire per l'induzione e poi è stato mandato a casa", ha raccontato il presidente di Salvagente. E ancora: "Ci hanno scritto da poco un altro messaggio: mia nonna si ricovera oggi per un intervento molto importante e con rischi non indifferenti. Dovrà affrontare da sola la fase pre intervento, senza nessun supporto e post intervento (la terranno in ospedale parecchio tempo). Ovviamente in ospedale non si entra, nemmeno con 3 dosi e proposta di tampone molecolare. Viviamo doppiamente un incubo, sia chi sta fuori dall’ospedale ma soprattutto lei che sa che al risveglio nessuno di noi sarà li a stringerle la mano."

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