«Pulite l’alveo del Tarò, se avvenisse un’altra esondazione vi riterrò corresponsabili». Non usa giri di parole Franco Airaghi, residente nel condominio in via Solferino 58 a Meda, nei pressi del ponticello ciclopedonale sul torrente. Uno dei luoghi più colpiti dalla terribile esondazione del 22 settembre, ma anche da quelle avvenute precedentemente.
“Pulite l’alveo del Tarò”
Ogni volta che l’acqua si alza di livello e fuoriesce dagli argini finisce infatti nei garage e nei locali dello stabile, causando ingenti danni. Così era successo con l’alluvione del 31 ottobre 2023 e così pure con quella del settembre scorso. Già a partire dai mesi successivi all’esondazione Airaghi ha monitorato la situazione e sollecitato gli enti preposti a intervenire per pulire l’alveo del torrente, che è di competenza di Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po).
Franco Airaghi: “Se non interverrete vi considererò corresponsabili”
«Questa misura è indispensabile, nell’attesa delle vasche di laminazione, per tentare di diminuire, anche se in minima parte, i rischi di future devastanti alluvioni», ha scritto il medese il 29 novembre in una pec, a cui ha fatto seguito un’altra mail, datata 3 febbraio e indirizzata ad Aipo, all’assessore regionale Gianluca Comazzi, a Roberto Cerretti (dirigente regionale Unità Organizzativa Difesa del suolo e Gestione attività commissariali) e al sindaco Luca Santambrogio: «Ad oggi, salvo errori, nessun intervento di pulizia è stato fatto. Segnalo di non ricevere mai risposta alle mie segnalazioni. Il Comune di Meda mi ha assicurato di aver a sua volta richiesto la suddetta opera di pulizia. Nel ritenervi corresponsabili quando ci saranno le prossime esondazioni porgo distinti saluti».
Il sindaco: “La competenza sul Tarò è di Aipo”
«Airaghi scrive ad Aipo e per conoscenza al Comune. Ed è proprio Aipo che deve rispondere – la replica del primo cittadino – Il 30 ottobre e il 9 novembre ho risposto personalmente a due sue mail perché avevo le conoscenze per riscontrare quanto chiedeva, quindi smentisco che il Comune non abbia mai dato risposte». E conclude: «Al momento non sappiamo se Aipo ha effettuato un sopralluogo e ha in programma qualche intervento su quel tratto del torrente».
Aipo ha risposto che farà un sopralluogo lunedì
In seguito alla pubblicazione dell’articolo sul Giornale di Seregno, Aipo ha contattato Airaghi telefonicamente:
“Verranno lunedì prossimo, 16 febbraio 2026, verso le 12 per verificare la situazione”.