Cordoglio

Addio a Carlo Giorgetti, una vita spesa a ricordare il figlio Paolo ucciso dalla ‘ndrangheta

Nel libro "Se questo può servire" il noto imprenditore aveva spiegato come era riuscito a trasformare il dolore in solidarietà, con l'associazione Amici di Tanguiéta.

Addio a Carlo Giorgetti, una vita spesa a ricordare il figlio Paolo ucciso dalla ‘ndrangheta

Un imprenditore intelligente e lungimirante, un uomo generoso e altruista, un papà che ha saputo trasformare il dolore per la perdita del figlio in solidarietà. Lutto a Meda per la scomparsa di Carlo Giorgetti, detto Carluccio, ex patron dell’omonima azienda di arredi nota in tutto il mondo.

Addio a Carlo Giorgetti, papà di Paolo

Classe 1933, negli ultimi giorni le sue condizioni di salute sono peggiorate e ieri, martedì 5 maggio 2026, si è spento. Ha così potuto riabbracciare il suo adorato Paolo, strappato alla vita a soli 16 anni. Era il 16 novembre 1978 quando, mentre stava andando a scuola, al liceo Marie Curie, venne rapito e ucciso dalla ‘ndrangheta.

“Se il dolore può servire”

Un dolore che inizialmente ha schiacciato la famiglia Giorgetti, che non poteva capacitarsene, salvo poi riuscire a dare un senso anche alla sofferenza più atroce, sublimandola in solidarietà. Era stato proprio Giorgetti, nel libro “Se questo può servire”, scritto alla soglia dei 90 anni, a spiegare come la drammatica perdita di Paolo aveva portato alla nascita, nel 1984, dell’associazione Amici di Tanguiéta, che sostiene l’ospedale in Benin il cui reparto di Pediatria è intitolato proprio a Paolo Giorgetti.

“Il mio Paolo rivive nei bambini di Tanguiéta”

«All’inizio ho vissuto momenti durissimi, volevo solo uccidere coloro che mi avevano portato via mio figlio – aveva confidato Giorgetti in sala civica Radio in occasione della presentazione del libro – Ringrazio le tante persone che mi sono state accanto, senza di loro non ce l’avrei fatta. Mi hanno fatto capire che la vita deve andare avanti. Non mancano i momenti di sconforto, ma quando mi assale la tristezza penso ai sorrisi dei bambini di Tanguiéta. E allora il dolore si sopisce, perché so che il mio Paolo continua a vivere in ognuno di loro».

Il ricordo degli Amici di Tanguiéta

“Oggi ci stringiamo in un silenzio carico di dolore. Carlo Giorgetti ci ha lasciati – il ricordo degli Amici di Tanguiéta – E con lui se ne va un uomo capace di trasformare una ferita immensa in amore concreto, in impegno quotidiano, in speranza per migliaia di bambini. Fondatore degli Amici di Tanguiéta, Carlo ha dato vita a qualcosa che va oltre un’associazione: una famiglia, una missione, una promessa mantenuta ogni giorno. Dal suo incontro con Fra Fiorenzo Priuli e dal primo viaggio in Benin, davanti alla sofferenza dei più piccoli, nacque un impegno che non si è mai spento, portando alla costruzione e al sostegno della Pediatria dell’ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta, dedicata al suo amato Paolo. In quella terra lontana, nei sorrisi dei bambini, Carlo aveva trovato il modo di far vivere ancora suo figlio. E in quei sorrisi continuerà a vivere anche lui. Il vuoto che lascia è immenso. Immenso come la sua generosità. Immenso come la sua capacità di credere che anche dal dolore più profondo possa nascere il bene. A noi resta la sua eredità: non solo un progetto, ma un esempio. Non solo un ricordo, ma una responsabilità. Raccogliamo il suo testimone con gratitudine e con coraggio. Rinnoviamo il nostro impegno, perché il suo ideale continui a camminare sulle nostre gambe, a vivere nelle nostre azioni, a crescere nel cuore di chi sceglie di esserci. Ciao Carlo. Continueremo quello che hai iniziato. Per te. Per Paolo. Per tutti quei bambini che aspettano ancora una speranza”.

I funerali

I funerali di Carlo Giorgetti saranno celebrati giovedì 7 maggio alle 16.30 in chiesa Santa Maria Nascente.

NELLA FOTO IN COPERTINA CARLO GIORGETTI TRA LA FIGLIA ROBERTA E LA MOGLIE AUGUSTA