Tribunale

Aggredito sul treno da due bulli, si difende e viene denunciato

Tre anni di angoscia per un 24enne di Desio, poi assolto: per lui è la fine di un incubo.

Aggredito sul treno da due bulli, si difende e viene denunciato
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Aveva estratto una pistola giocattolo per difendersi dalle minacce e dall’aggressione di due ragazzi ed era stato denunciato. Tre anni di angoscia per un 24enne di Desio, denunciato e poi assolto.

Aggredito da due bulli, estrae una pistola giocattolo

Tre anni di angoscia in attesa della sentenza che alla fine lo ha assolto "perché il fatto non sussiste". Protagonista di questa brutta vicenda è un giovane di 24 anni, residente a Desio, sofferente di disturbi mentali e seguito da un centro psicosociale, vittima di un’aggressione avvenuta il 12 giugno 2019. Accompagnato dalla nonna, Alessandro (useremo un nome di fantasia per garantire la riservatezza dei coinvolti, ndr) si trovava alla stazione ferroviaria di Monza in attesa dell’arrivo del treno che lo avrebbe dovuto portare nel paese della nonna paterna.

Nonna e nipote infastiditi in stazione a Monza

Mentre si trovava nei pressi del binario 4 ha notato la presenza di tre ragazzi, apparentemente minorenni, che scorrazzavano con le biciclette trasmettendo musica ad alto volume con l’ausilio di piccoli altoparlanti. Infastiditi dal volume troppo alto della musica e insieme ad altre persone presenti, nonna e nipote hanno chiesto gentilmente ai ragazzini di abbassarlo e di evitare di effettuare manovre pericolose con le biciclette. Di tutta risposta i tre hanno invece aumentato il volume della musica. Una volta arrivato il treno Alessandro e la nonna sono saliti su una carrozza mentre i tre ragazzi si sono sistemati in un’altra distante un paio di vagoni.

Calci, pugni e minacce: "Io ti ammazzo"

Pochi minuti dopo la partenza, uno dei ragazzi si è alzato e ha percorso le carrozze con l’altoparlante sempre ad alto volume. Giunto nella carrozza dove si trovava Alessandro, lo ha urtato al ginocchio e lui ha reagito dandogli del cafone e del maleducato. A quel punto il ragazzo (che poi si è scoperto essere minorenne) si è avvicinato al volto di Alessandro pronunciando frasi di questo tenore: "Io ti ammazzo, non esci vivo da questo treno: se vengo a sapere dove abiti ti squarto vivo", si legge in un passaggio della sentenza. Il minorenne si è poi allontanato scappando in un’altra carrozza, per poi tornare in compagnia di un amico e insieme hanno colpito Alessandro con calci e pugni.

Ad Arcore l'intervento dei Carabinieri

Considerata l’inferiorità numerica e l’impossibilità a difendersi, Alessandro ha estratto dalla tasca del suo zaino una pistola giocattolo puntandola in direzione dei due aggressori al fine di farli desistere. I due, probabilmente pensando che l’arma non fosse vera o comunque scarica, hanno continuato ad aggredire Alessandro sempre con maggior veemenza fino a quando non si sono accorti dell’arrivo del capotreno. Una volta raggiunta la stazione ferroviaria di Arcore sono saliti a bordo i Carabinieri della caserma locale ai quali è stata consegnata la pistola giocattolo, che nel frattempo la nonna aveva tolto dalle mani del nipote.

Denunciato il desiano, indagata la nonna

A seguito di questo episodio Alessandro è stato indagato per minaccia in danno delle parti offese ovvero nei confronti dei due ragazzi, oggi 19enni, uno residente a Cesano Maderno e l’altro a Seregno, già noti agli uffici, con l’aggravante di aver utilizzato un’arma e aver agito contro dei minori. Avendo impedito al treno di ripartire, a causa della sua condotta, Alessandro è stato inoltre indagato per interruzione di pubblico servizio della linea ferroviaria Milano Porta Garibaldi-Lecco per una durata di 15 minuti. Reati per i quali inizialmente è stata indagata anche la nonna, la quale non sapeva nulla in merito alla presenza della pistola giocattolo nello zaino del nipote.

Il processo a Monza

Difesi dall’avvocato Paolo Confalonieri, con studio a Monza, il legale ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico della nonna. Per quanto riguarda Alessandro, il legale ha sottolineato quanto "la sua reazione sia stata assolutamente proporzionata all’offesa consistita in un’aggressione fisica con pugni e calci. Condotta che peraltro deve essere rapportata anche alla sua particolare condizione psichiatrica". Il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione per "particolare tenuità del fatto". Il giudice del Tribunale di Monza, Valeria Tiengo, ha assolto Alessandro "perché il fatto non costituisce reato". La sentenza sarà depositata a giorni. Per Alessandro e la sua famiglia è la fine di un incubo durato tre anni.

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