Cronaca

Continua la battaglia legale per la riapertura del bar in odore di mafia: si va al Consiglio di Stato

Dopo la bocciatura al Tar, arriva l'Appello

Continua la battaglia legale per la riapertura del bar in odore di mafia: si va al Consiglio di Stato
Cronaca Caratese, 02 Febbraio 2022 ore 06:55

Il locale, a Paina, era stato chiuso a seguito di un'interdittiva antimafia lo scorso novembre, considerato dagli inquirenti "vicino" alla criminalità organizzata.

La bocciatura al Tar

Il Tar Lombardia ha respinto il ricorso e il titolare del locale «Milano - Torino», ha presentato domanda di appello.
Prosegue la battaglia legale di Luca Sanga proprietario del bar in via Lario a Paina, chiuso a novembre dell’anno scorso dalla Prefettura di Monza, su indicazione del Ministero dell'Interno e dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, poichè considerato in qualche modo vicino alla criminalità organizzata. Era stata notificata un’interdittiva antimafia. Il tribunale amministrativo il 17 dicembre 2021 ha emesso l’ordinanza con la quale è stata respinta la domanda cautelare proposta dalla ditta individuale di Sanga, che chiedeva l’annullamento del provvedimento di cessazione dell’attività.

Ricorso in appello

Nulla di fatto dunque per il giussanese che però non si è arreso. Si andrà infatti avanti il Consiglio di Stato.
Dovrà costituirsi e resistere in giudizio contro il ricorso in appello anche il Comune, che ha già dato mandato allo studio legale «Fossati Andena Romanenghi», già incaricato anche in prima istanza nel ricorso al Tar. Subito dopo la chiusura, ad inizio novembre, c'era stata una prima forma di protesta da parte della proprietà del locale, con striscioni affissi davanti al bar, poi rimossi. «Contestavano» il provvedimento di chiusura definendolo una «grave ingiustizia». Si è proceduto quindi per vie legali.
E' il secondo ricorso al quale il Comune deve fare seguito, per lo stesso locale e provvedimento.
I vecchi gestori, infatti, già dopo la prima interdittiva antimafia emessa nel dicembre 2020 nei confronti del locale «Deja vù» - diventato poi «Milano Torino» - avevano fatto ricorso al Tribunale Amministrativo. Ricorso contro il quale l’Amministrazione ha resistito in giudizio e vinto il procedimento.

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