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A Monza

Finito il Ponte Colombo, finalmente aperto ai pedoni

Manca solo il passaggio formale di riconsegna della ditta al Comune per lo sblocco totale

Finito il Ponte Colombo, finalmente aperto ai pedoni
Cronaca Monza, 03 Marzo 2021 ore 09:04

Dopo anni di attesa finalmente il Ponte Colombo è ufficialmente finito. E da oggi mercoledì 3 marzo 2021 è aperto dai pedoni.  Sono in corso in queste ore le verifiche per il passaggio  formale che prevede la riconsegna del cantiere al Comune da parte della ditta e una determina dell'avvenuta conclusione. Ma la frattura del centro storico è sanata: ora da area Cambiaghi si potrà tornare velocemente a passare sul ponte per raggiungere Spalto Maddalena e Spalto Piodo.

Dal 2018 i lavori

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Il passaggio era stato chiuso nel settembre 2018 al traffico per «gravi anomalie» sia sulle travi longitudinali che su quelle trasversali. Fu un'intuizione della Giunta effettuare una verifica di tutti i ponti cittadini (oggi l'Amministrazione Allevi punta il dito contro chi non ha manutenuto il ponte e non lo ha verificato negli anni passati).  Ad agosto 2020 era poi terminata la fase di demolizione del manufatto esistente e poi sono iniziati i lavori veri e propri. Non si è riusciti però a rispettare la data del 20 ottobre 2020 come conclusione del cantiere  perché era stato rinvenuto dell’amianto che ha costretto a un fermo cantiere e a operazioni non previste di smaltimento del materiale tossico.

L’attesa per Natale

La speranza era concludere però entro Natale il ponte, come aveva anticipato l’assessore ai Lavori pubblici Simone Villa  ma per via della pandemia i lavori si erano protratti ancora.  Molto lunga anche la fase di  collaudo perché come aveva spiegato Villa in casi come questi e a maggior ragione dopo il crollo del Ponte di Genova non è solo un passaggio burocratico. «Si tratta di una fase molto importante, ma l’idea è che possa essere sbloccato prima il passaggio ciclopedonale e che possa riaprire subito in attesa di avere poi anche il via libera alla parte riservata alle automobili per la quale il collaudo sarà più lungo».

 

L'ultima fase

Il Ponte aveva già preso forma a gennaio e avevamo anche documentato come qualcuno spostasse anche le transenne per passare dal momento che la struttura era conclusa (ma non pronta e collaudata). L'ultima fase ha poi riguardato le prove di carico  in due fasi per arrivare poi al collaudo definitivo e alla riapertura sia della parte pedonale che di quella veicolare. La prima fase aveva previsto le prove dinamiche: sul ponte erano stati disposti degli «accelerometri» che registreranno le accelerazioni sia di tipo ambientale sia quelle provocate dal transito di persone e mezzi. Il secondo «step» invece le prove statiche: il ponte era stato caricato con serbatoi d’acqua e mezzi per riprodurre le sollecitazioni massime di esercizio. Queste prove sono servite a misurare le «deflessioni» della struttura.

Asfalto e riapertura

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Al termine delle prove di carico si è poi proceduto  a posare il tappetino finale in asfalto, poi, con la posa del guard-rail e della segnaletica, il ponte avrebbe potuto essere aperto al traffico veicolare e pedonale (sarà prevista anche una nuova illuminazione). A breve saranno rimosse ufficialmente le transenne e il Ponte Colombo verrà ufficialmente aperto. Il passaggio veicolare resterà vietato ai mezzi pesanti e regolato dal varco Ztl. Spiega Villa: «E' stata una precisa volontà  realizzare due piste ciclopedonali e una sola corsia  veicolare con senso unico alternato perché vogliamo dare prevalenza alla m0bilità dolce in centro storico, favorendo pedoni e ciclisti e la loro sicurezza», ha spiegato.

Perché il Ponte Morandi fu più veloce

Infine Villa spiega perché Ponte Colombo non ha potuto avere un iter veloce come il Ponte Morandi di Genova, che fu ricostruito in tempi record. «In quel caso il sindaco fu nominato commissario straordinario, potè operare in deroga e con un programma straordinario di investimenti - ha aggiunto - Noi abbiamo dovuto gestire un'opera straordinaria come la ricostruzione di un Ponte che divideva la città come se fosse un'operazione ordinaria come la sistemazione di un marciapiede o di un giardinetto perché così prevede la normativa».

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