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Il Soccorso alpino in cerca di un caratese in difficoltà

Ha chiesto aiuto ieri pomeriggio mentre percorreva la Val Biandino, in provincia di Lecco.

Il Soccorso alpino in cerca di un caratese in difficoltà
Cronaca Caratese, 21 Febbraio 2021 ore 21:37

Il Soccorso alpino in cerca di un caratese in difficoltà. Ha chiesto aiuto domenica pomeriggio mentre percorreva la Val Biandino, in provincia di Lecco.

Il Soccorso alpino in cerca di un caratese in difficoltà

Ricerca in corso per un uomo di Carate Brianza del 1963. E' partito da Introbio verso il rifugio Grassi, in Val Biandino (provincia di Lecco), poi si è trovato in difficoltà ma è riuscito a chiedere aiuto. Le comunicazioni però erano molto difficoltose e frammentarie.

Il rilevamento della posizione del telefono attraverso le celle telefoniche non ha permesso di restringere l’area d’intervento e quindi si è deciso di procedere definendo alcune zone come prioritarie.

Lo cercano 25 soccorritori

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Circa 25 soccorritori della XIX Delegazione Lariana del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) sono fuori per la ricerca, in una zona molto impervia e in condizioni ambientali particolarmente complesse. "In questo momento - sottolineava il comunicato del Cnas diramato poco fa - si sta valutando la strategia da seguire nelle prossime ore".

L'allarme è stato lanciato nel pomeriggio

L'allarme è stato lanciato oggi pomeriggio dallo stesso escursionista P.B. di 58 anni, che ha chiamato il 112. L’uomo ha detto di essersi infortunato ma non sapeva indicare la sua posizione. "Diceva di sentire dell’acqua - ha detto il sindaco di Introbio Adriano Airoldi a primalecco.it, che ieri, domenica, si trovava al rifugio Grassi - Noi ci siamo subito offerti di dare una mano, ma i soccorritori hanno declinato la proposta. Il problema è che a quanto pare a metà pomeriggio il segnale del cellulare dell’escursionista si è interrotto".

A un certo punto domenica, è anche girata la voce non confermata del ritrovamento di uno zaino e di una giacca a vento.

"Si presume che il disperso fosse diretto proprio da noi - ha dichiarato Anna Bortoletto del rifugio Grassi - ma non dal sentiero 40, quello consigliato. Se fosse salito dalla Valbona potrebbe essersi trovato in difficoltà perché si tratta di un tragitto pericoloso a rischio di slavine. Ieri, nelle ore centrali della giornata si sono verificati parecchi distacchi".

 

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