E' aperto!

Ora è ufficiale: Ponte Colombo percorribile

Stamattina sono state rimosse le transenne dal Comune: ora manca solo il carrabile

Ora è ufficiale: Ponte Colombo percorribile
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Stavolta è ufficiale. Il Ponte Colombo è percorribile nelle due corsie ciclopedonali. Resta chiusa la parte destinata alle automobili (a senso unico alternato) per la quale mancano ancora alcuni passaggi burocratici. Da stamattina venerdì 12 marzo 2021 il Comune ha ufficialmente rimosso le transenne, aprendo il passaggio a Monza che collega piazza Cambiaghi a Spalto Maddalena.

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Percorribile da stamattina

«Finalmente è consluso! Ora ancora alcuni passaggi tecnici e si attende la riattivazione del varco Ztl per il passaggio anche delle automobili che però sarà a senso unico alternato perché abbiamo voluto puntare sulla mobilità dolce», ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Simone Villa. Eppure per una settimana il passaggio c’era comunque stato ma era «ufficioso», con i cittadini che stanchi dell’attesa (i lavori erano iniziati nel 2018) rimuovevano le transenne per passare comunque. A chiederne conto in Consiglio comunale anche Maria Chiara Pozzi (Monza per Scanagatti) e Francesca Pontani (Italia Viva) che ha rimarcato la mancata sorveglianza sul passaggio abusivo. L’intenzione adesso è che il Ponte Colombo venga intitolato al Beato Talamoni che è nato a qualche decina di metri da lì e verrà fatto prossimamente.

Dal 2018 i lavori

Il passaggio era stato chiuso nel settembre 2018 al traffico per «gravi anomalie» sia sulle travi longitudinali che su quelle trasversali. Fu un’intuizione della Giunta effettuare una verifica di tutti i ponti cittadini (oggi l’Amministrazione Allevi punta il dito contro chi non ha manutenuto il ponte e non lo ha verificato negli anni passati).  Ad agosto 2020 era poi terminata la fase di demolizione del manufatto esistente e poi sono iniziati i lavori veri e propri. Non si è riusciti però a rispettare la data del 20 ottobre 2020 come conclusione del cantiere  perché era stato rinvenuto dell’amianto che ha costretto a un fermo cantiere e a operazioni non previste di smaltimento del materiale tossico.

L’ultima fase

Il Ponte aveva già preso forma a gennaio e avevamo anche documentato come qualcuno spostasse anche le transenne per passare dal momento che la struttura era conclusa (ma non pronta e collaudata). L’ultima fase ha poi riguardato le prove di carico  in due fasi per arrivare poi al collaudo definitivo e alla riapertura sia della parte pedonale che di quella veicolare. La prima fase aveva previsto le prove dinamiche: sul ponte erano stati disposti degli «accelerometri» che registreranno le accelerazioni sia di tipo ambientale sia quelle provocate dal transito di persone e mezzi. Il secondo «step» invece le prove statiche: il ponte era stato caricato con serbatoi d’acqua e mezzi per riprodurre le sollecitazioni massime di esercizio. Queste prove sono servite a misurare le «deflessioni» della struttura.

Al termine delle prove di carico si è poi proceduto  a posare il tappetino finale in asfalto, poi, con la posa del guard-rail e della segnaletica, il ponte avrebbe potuto essere aperto al traffico veicolare e pedonale (sarà prevista anche una nuova illuminazione). A breve saranno rimosse ufficialmente le transenne e il Ponte Colombo verrà ufficialmente aperto. Il passaggio veicolare resterà vietato ai mezzi pesanti e regolato dal varco Ztl. Spiega Villa: «E’ stata una precisa volontà  realizzare due piste ciclopedonali e una sola corsia  veicolare con senso unico alternato perché vogliamo dare prevalenza alla m0bilità dolce in centro storico, favorendo pedoni e ciclisti e la loro sicurezza», ha spiegato.

Perché il Ponte Morandi fu più veloce

Infine Villa spiega perché Ponte Colombo non ha potuto avere un iter veloce come il Ponte Morandi di Genova, che fu ricostruito in tempi record. «In quel caso il sindaco fu nominato commissario straordinario, potè operare in deroga e con un programma straordinario di investimenti – ha aggiunto – Noi abbiamo dovuto gestire un’opera straordinaria come la ricostruzione di un Ponte che divideva la città come se fosse un’operazione ordinaria come la sistemazione di un marciapiede o di un giardinetto perché così prevede la normativa».

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