Monza, cordoglio per la morte di Daverio

Philippe Daverio, il suo addio anche alla Reggia che ha tanto amato

Aveva ribadito l'importanza della Villa Reale quale luogo storico di importanza primaria

Philippe Daverio, il suo addio anche alla Reggia che ha tanto amato
Monza, 02 Settembre 2020 ore 20:35

Philippe Daverio, in lutto anche il mondo culturale monzese. E’ stato lui a ribadire più volte l’importanza della Villa Reale.

Philippe Daverio, Monza in lutto

Sono stati tanti gli esponenti delle istituzioni e del mondo culturale monzese che si sono uniti al dolore per la morte del celebre critico d’arte Philippe Daverio, morto oggi a 71 anni.

A lui, giunto più volte in città in occasione di eventi culturali, si deve il ripensamento dell’utilizzo della Villa Reale quale bene storico di primaria importanza.

“Oggi ci ha lasciato un uomo di cultura davvero speciale – ha dichiarato il sindaco Dario Allevi – Innamorato del bello, della storia e della divulgazione artistica ha contribuito con entusiasmo allo sviluppo delle progettualità nella nostra Villa Reale”.

Ettore Radice, storico locale, ha invece ricordato l’incontro con il critico in occasione del 100esimo anniversario del Manifesto del Movimento Futurista. “E’ stato Philippe Daverio a presentarmi Vittoria Marinetti, figlia di Filippo Tommaso, la quale mi ha fatto trascrivere il carteggio fra i suoi genitori per la prima edizione della mia iniziativa Carta da lettere” ha raccontato.

Con loro altre voci si sono aggiunte ricordando il grande interesse mostrato dal critico alsaziano nei confronti di Monza.

L’amore per la Villa Reale

Lo storico e critico d’arte e tornato più volte nella Reggia monzese ribadendo più volte la sua grande importanza storica e culturale e più volte aveva strigliato le istituzioni perché si decidessero finalmente a esaltarne tutte le sue potenzialità e a favorirne maggiormente la fruizione per il grande pubblico.

“Questo è l’esempio di come le Sovrintendenze non sappiano decidere, lasciando le opere incompiute. Qui a Monza, grazie alla collaborazione di pubblico e privato, in un tempo record, si è invece salvato questo gioiello che sembrava destinato all’autodemolizione” aveva dichiarato nel 2014 in occasione della riapertura della Villa Reale dopo i lavori di restauro.

 

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