Cronaca
Protesta

Scuole chiuse, le mamme scrivono al sindaco

Hanno chiesto risposte, una data certa di rientro, denunciando la mancanza di aiuti per le famiglie

Scuole chiuse, le mamme scrivono al sindaco
Cronaca Monza, 18 Marzo 2021 ore 08:07

Hanno preso ancora una volta l'iniziativa, dando voce ai loro bambini provati da mesi di Dad e ora di nuovo a casa per non si sa quanto tempo, lontano da amici e maestre. Con tutte le ripercussioni anche sulle famiglie. Per questo le mamme del gruppo Facebook "La Lombardia riparte dai bambini" hanno deciso di scrivere una lettera al sindaco di Monza Dario Allevi. La loro protesta si aggiunge alla manifestazione in piazza della scorsa settimana e al problema segnalato da alcune famiglie sull'impossibilità di avere il congedo parentale se si fa smart working (fosse facile conciliare più bambini e lavoro da casa!).

Le richieste dei genitori

Elena Croci, Francesca Fiore, Isabella Ferlicchia e Francesca Macciò, le quattro fondatrici di "La Lombardia riparte dai bambini" hanno chieste risposte. Quando la scuola riaprirà? Come sono i contagi? Davvero le scuole sono il problema? Poi hanno insistito sull'importanza di tornare a vaccinare trovando  dosi per i docenti dopo il blocco di AstraZeneca.  E infine hanno ribadito l'importanza per i bambini, che hanno sempre rispettato le regole,  di poter tornare a scuola in sicurezza. E non ultimo hanno denunciato come questa volta i genitori siano rimasti senza aiuto.

Ecco la lettera integrale per il sindaco di Monza

Gentile Sindaco,

a distanza di un anno, siamo nuovamente qui a scriverLe, in nome e per conto dei nostri bambini, anche loro Cittadini Monzesi, pur non avendo diritto di voto.

Dopo un anno le scuole sono state nuovamente chiuse, le aree gioco per bambini, inibite.

Ancora una volta tutto è stato fatto senza preavviso, senza indicazioni e spiegazioni, senza comunicare un criterio, dei dati giustificativi per una misura forte come quella della chiusura delle scuole.

Ancora una volta, i diritti dei minori, sono stati calpestati.

Governo, Regioni, Comuni hanno fatto attendere mesi promettendo che, dopo la chiusura, ci sarebbero state le condizioni per un rientro in sicurezza; è stato promesso che le scuole sarebbero rimaste aperte, che sarebbero state, nel caso, le ultime a chiudere.

E invece no, non è stato così, nessuna delle promesse fatte è stata mantenuta.

L’aspetto paradossale e, forse, più triste, è che i bambini, sono stati i migliori, i più bravi a seguire e rispettare le regole!

Hanno appreso in fretta come mettere e togliere la mascherina nel modo corretto, come igienizzare le mani, come rispettare il distanziamento adattandosi, così, anche a ciò che non appartiene alla loro natura: il mantenere le distanze, il non toccarsi, il non abbracciarsi, il non scambiarsi pennarelli e matite, il non condividere la merenda e i giochi.

I genitori, gli educatori, i docenti hanno insegnato tutto questo spiegando loro che tutto era fatto per il loro bene e per il bene della comunità.

I bambini hanno seguito le regole.

Durante la seconda ondata da ottobre a dicembre, le scuole primarie e l’infanzia sono rimaste aperte mentre tutto il resto era chiuso. I contagi sono calati in quel periodo, dimostrando chiaramente come non sono le scuole i centri di diffusione del virus. I numeri hanno dato ragione agli sforzi di amministratori, dirigenti scolastici, docenti, educatori che hanno letteralmente “rivoluzionato” le scuole per permettere ai bambini un sereno rientro a scuola in presenza a settembre.

Comprenderete quindi come questa chiusura così “fredda” e repentina sia stata, per tutti noi, genitori e docenti, un brutto colpo.

Un inspiegabile brutto colpo, accompagnato soltanto da circolari scolastiche che comunicavano l’inizio della DAD, spacciata come “vera scuola” solo da chi, ovviamente, a scuola non ci ha mai messo piede.

Dove sono i numeri dei contagi fra i bambini? Dove sono i dati sull’andamento della variante inglese nelle scuole primarie? Dove sono le evidenze scientifiche? Abbiamo una mole infinita di esperti, di scienziati che, ad ogni ora del giorno, si spendono a rilasciare interviste su giornali, in trasmissioni e talk show ma, nemmeno uno che abbia comunicato alle famiglie dati reali aggiornati sull’andamento del contagio nelle scuole!

Perché si dedicano interi e, spesso, ripetitivi e inutili interventi su ogni aspetto della pandemia tranne che su un’analisi seria di quella che è la situazione contagi nelle scuole?

E’ stato accennato, in maniera disordinata e sciatta, che i bambini, adesso, con le varianti del virus, sarebbero più a rischio ma, i numeri? I dati di queste dichiarazioni? Dove sono? Chi ce li ha? Perché non vengono comunicati? Esistono?

E come mai, adesso che le scuole sono chiuse, nessuno parla più dei rischi delle varianti per i bambini? Qualcuno sta seguendo la situazione “rischio contagi dei minori” oppure, visto che sono rinchiusi in casa in Dad, è inutile occuparsene?

Siamo arrabbiati, delusi ma, soprattutto, non siamo più disposti a sopportare, passivamente una chiusura prolungata senza fine.

Il ministro Bianchi ha comunicato, serenamente, che non c’è una data di riapertura delle scuole. Invidiamo la sua serenità ma, noi pretendiamo numeri, dati, pretendiamo risposte, criteri/parametri in base ai quali si dispongano le riaperture delle scuole e delle date in base all’andamento del contagio sui bambini.

La Regione Lombardia non si esprime, non risponde, non comunica.

A questa Amministrazione abbiamo sempre scritto e abbiamo sempre ricevuto risposte.

Il Comune di Monza, immaginiamo, avrà i dati dei contagi della seconda ondata e di quella in corso. Chiediamo come cittadini di avere accesso a queste informazioni, con il focus ben preciso sulle scuole, sui focolai, per fasce di età e, punto non meno importante, vorremo sapere quanti/e educatrici di materne e nidi comunali riusciranno ad essere vaccinate nelle prossime settimane.

Ci saranno dosi per tutti o è stata evidenziata una criticità? Il vaccino Astrazeneca è stato temporaneamente sospeso, ma è VITALE trovare altri vaccini per insegnanti ed educatori.

Signor Sindaco, ci appelliamo a lei come Primo Cittadino, a nome dei piccoli Cittadini Monzesi che pure rappresenta, si faccia portavoce della loro causa.

Ci aiuti ad avere contezza della situazione, dati reali sui contagi dei più piccoli da fornire ai genitori, criteri e date di riapertura delle scuole. Se avete modo, come Giunta, di esprimere quanto tutto questo stia nuocendo ai più piccoli, fatelo! Esponetevi!

Abbiamo bisogno del vostro sostegno, non possiamo essere sempre noi genitori gli unici a chiedere la riapertura delle scuole. Ci vuole un grido forte da parte delle istituzioni perché stiamo perdendo Monza, le sue famiglie, i suoi figli.

Ricordiamo che la maggior parte dei genitori è rimasta SENZA aiuti questa volta. Il bonus baby sitter sarà dedicato solo a determinate categorie lavorative e le condizioni per chiedere i congedi sono come sempre ESTREMAMENTE limitanti. Fino a quando le famiglie possono tirare la corda? Per molti è già tardi. Perdiamo bambini, ragazzi, ogni giorno, figli di situazioni difficili. Stiamo perdendo UNA GENERAZIONE.

Vi preghiamo di non considerare la presente come una sporadica iniziativa di un unico gruppo di genitori, ma, come il primo passo di un “lungo percorso di rivendicazione dei diritti dei nostri figli” che non si fermerà.

Ci auguriamo di non essere soli questa volta.

Cordiali saluti,

Elena Croci, Francesca Fiore, Isabella Ferlicchia e Francesca Macciò

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