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Il commento

A Carate una targa a Norma Cossetto, Anpi: Siamo contrari

Ferma presa di posizione dell'associazione Partigiani d'Italia contro la mozione della Lega votata in Consiglio comunale.

A Carate una targa a Norma Cossetto, Anpi: Siamo contrari
Politica Caratese, 11 Marzo 2021 ore 13:24

Anpi Carate Brianza esprime  ferma contrarietà alla intitolazione a Norma Cossetto di una targa commemorativa in piazza Martiri delle Foibe.

A Carate la targa sarà posizionata in piazza Martiri delle Foibe

E’ una presa di posizione chiara e forte quella che l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Carate Brianza, ha espresso nelle scorse ore dopo il voto (della sola maggioranza, contrario il Pd, astenuto il M5s) alla mozione in Consiglio comunale per dedicare una targa alla memoria della giovane studentessa istriana barbaramente violentata e uccisa nell’ottobre 1943 dai partigiani jugoslavi nei pressi della foiba di Villa Surani.

La mozione del consigliere della Lega

A presentare la mozione il consigliere della Lega, Fausto Dei Molinari. Il testo era stato emendato su richiesta dello stesso proponente prima della discussione. Diversamente dalla richiesta originaria di intitolazione del parco pubblico di via Martin Luther King alla memoria della giovane studentessa infoibata, Dei Molinari ha proposto la dedica di una targa da apporre in piazza Martiri delle Foibe. Alla Cossetto, nel 2005, venne conferita la medaglia d’oro al valor civile dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

“Una lettura di bassa propaganda politica”

“La nostra contrarietà – spiegano da Anpi Carate Brianza – non è  tanto per mancanza di considerazione e pietas nei confronti di una vittima della violenza della guerra, quanto piuttosto per le motivazioni addotte dal consigliere della Lega in fase di esposizione della mozione stessa. Ravvisiamo in questa iniziativa una lettura utilitaristica, piegata a scopi di bassa propaganda politica, degli avvenimenti storici. La nostra Associazione non intende né ha mai inteso negare gli atti di violenza che hanno segnato con il sangue il confine orientale”.

Anpi – ribadiscono – ha prodotto una pubblicazione che si basa sulla relazione della Commissione storica italo-slovena, nominata a livello ministeriale, che ha lavorato con rigore dal 1993 al 2000, in cui i fatti storici relativi al confine orientale vengono trattati nella loro interezza e complessità. Le foibe, la repressione alla fine della guerra, l’esodo dalle regioni di confine sono fenomeni storici distinti, che per essere compresi devono essere visti nel quadro di guerra, morte e distruzione che ha segnato gran parte dell’Europa nella prima metà del Novecento e vanno pure inquadrati nel loro specifico contesto geografico.

“Serviva una discussione più ampia”

“Ci limitiamo a chiedere che la storia non venga derubricata a singoli fatti di cronaca da utilizzare per i propri scopi politici di parte e invitiamo a ricostruire fatti e concatenazioni, a cercare di comprenderne i meccanismi complessi, evitando un uso distorto del passato. Questo è il senso del lavoro dello storico, una responsabilità che lo studioso si assume verso la società e che anche un esponente delle istituzioni dovrebbe perseguire”, prosegue la nota.

“L’Anpi di Carate Brianza avrebbe ritenuto più utile e corretto rimandare la presentazione della mozione in Consiglio comunale al fine di poterne discutere, con tempistiche consone, all’interno del Comitato unitario antifascista. Torniamo a ripetere, non si vuole negare o sminuire una tragedia, ma esortare al ragionamento, al confronto con la molteplicità degli eventi. La storia è sempre composita e multiforme e occorre non smettere mai di approfondire, di porsi domande, di aprire la mente al dubbio e alla complessità”.

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