Acque agitate

Terremoto in Fratelli d’Italia ad Arcore, Varrecchia lascia la carica di coordinatore cittadino

Dopo la pace "clamorosa" annunciata nel febbraio del 2025 il circolo arcorese di Fratelli d'Italia torna nel caos. Fabio Varrecchia rassegna le dimissioni, riaprendo una ferita che sembrava rimarginata e mettendo nuovamente in allarme la Giunta Bono

Terremoto in Fratelli d’Italia ad Arcore, Varrecchia lascia la carica di coordinatore cittadino

Non c’è propio pace sotto il cielo di Fratelli d’Italia, ad Arcore. Se giusto un anno fa (era il 20 febbraio 2025)  si gridava al “Clamoroso al Cibali” per una ritrovata unità che sembrava aver blindato il futuro dell’Amministrazione di centrodestra, oggi la notizia è di quelle che lasciano il segno: il consigliere comunale di maggioranza Fabio Varrecchia ha rassegnato le dimissioni da presidente del Circolo cittadino.

Un addio inaspettato

La notizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Varrecchia, la cui candidatura alla presidenza era stata il simbolo del patto di non belligeranza tra le varie anime del partito e il sindaco Maurizio Bono, ha deciso di fare un passo indietro. Quella sintesi politica, faticosamente raggiunta grazie alla mediazione del presidente del Consiglio Regionale Federico Romani, sembra essere già naufragata.

Le dimissioni, presentate ufficialmente nelle scorse ore, segnano la fine di una presidenza lampo che avrebbe dovuto garantire la stabilità necessaria alla maggioranza per portare avanti il programma elettorale.

Le parole di Varrecchia

“Dopo un’attenta riflessione, ho ritenuto opportuno rimettere il mio incarico di coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia – ha sottolineato il consigliere comunale in una breve nota stampa –  In questa fase amministrativa credo sia importante garantire la massima serenità e chiarezza nei rapporti politici e istituzionali. Il ruolo di coordinamento richiede piena sintonia e costante condivisione nelle scelte più rilevanti, condizioni che ritengo oggi opportuno affidare a una nuova guida. La mia decisione nasce esclusivamente da un senso di responsabilità e dal desiderio di tutelare il percorso del partito sul territorio. Continuerò a svolgere con impegno il mio mandato di consigliere comunale, mantenendo autonomia di giudizio e operando sempre nell’interesse della comunità”.

Raggiunto nelle scorse ore al telefono dalla nostra redazione Varrecchia non è voluto scendere nei particolari della sua decisione.

“Ci tengo a rimarcare che si tratta di una decisione presa poichè, evidentemente, alcune situazioni non mi andavano più bene – ha aggiunto Varrecchia – Preferisco non andare oltre e non aggiungere altro anche se di cose da dire ne avrei tante.  Dico solo che nulla è cambiato, per esempio, dal punto di vista della collegialità delle decisioni prese a livello di Amministrazione comunale… “.

Gli equilibri della maggioranza a rischio

Il ritiro di Varrecchia non è solo una questione interna al partito, ma un segnale preoccupante per la tenuta dell’Esecutivo che nei prossimi mesi sarà chiamato, tra le altre cose, a votare il Piano di Governo del Territorio. Ricordiamo che il percorso verso il congresso di marzo era nato per sanare la frattura profonda apertasi dopo il licenziamento dell’ex vicesindaco Pino Tozzi.

Con l’uscita di scena di Varrecchia dalla guida del circolo, si riaprono diversi interrogativi. I consiglieri Varrecchia e Timpano continueranno a garantire l’appoggio a Maurizio Bono?  Chi prenderà ora le redini di un circolo che conta figure di peso come gli assessori Belotti e Travascio e i consiglieri Renzella e Corsaro?

Uno scenario incerto

Se dal febbraio dello scorso anno il sindaco Bono poteva tirare un “sospiro di sollievo”, oggi quel respiro sembra essersi di nuovo spezzato. La telenovela politica arcorese, che dura ormai da tre anni tra siluramenti e riconciliazioni lampo, aggiunge un nuovo, amaro capitolo.